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I carbonai

carbonaiE’ nel bosco che si coglie l’intima natura della Val di Merse. Nel periodo invernale i boscaioli si dedicavano al taglio del bosco, l’accatastamento e il trasporto della legna. E nell’ambito di queste attività c’erano vere e proprie specializzazioni.

I “palaioli ” tagliavano i pali mentre i “vetturini ” trasportavano la legna con l’aiuto di infaticabili muli.
I veri figli del bosco erano comunque i “carbonai ”, gli uomini neri che vivevano in capanne scegliendo di volta in volta le zone più adatte alla produzione del carbone. Nessuno meglio di loro sapeva interpretare gli umori e il carattere dell’habitat-bosco e conoscevano l’antichissima arte di trasformare la legna in carbone. Costruivano carbonaie con geometrica precisione e secondo un complesso rituale che permetteva la lenta combustione del legname adagiato verticalmente attorno a un palo centrale.

La costruzione a forma di cupola veniva poi ricoperta con “piote” (zolle di terra) e fogliame secco.
Il lento processo di cottura durava 4 o 5 giorni e infine arrivavano i vetturini accompagnati dagli “imballini ” che controllavano il peso esatto del carbone.
La nuove produzioni industriali e lo sfruttamento di altre fonti energetiche ha spento la silenziosa arte di far carbone. Uomini che fanno carbone ce ne sono ancora ma sono gli ultimi testimoni di un mondo che scompare rapidamente.

 

 

Il segno dell'uomo 

Gli abitanti della Val di Merse hanno sempre avuto un legame importante con la natura, a partire dai boschi, dove i carbonai praticavano l'antica arte di trasformare la legna in carbone, attività che purtroppo si sta spegnendo lentamente.

Le carbonaie possono essere visitate nel Museo del Bosco, in cui è possibile esplorare anche il fiume, Castiglione che Dio sol sa e fare la passeggiata del Conte.

 

 

Museo del bosco 

Tappa fondamentale per entrare in sintonia con la storia e l’ambiente che caratterizza gran parte del territorio della Val di Merse è una visita al Museo del Bosco di Orgia.

Ambientato in un vecchio fienile raccoglie tutte le testimonianze dello stretto rapporto tra uomo e ambiente.

 

 

 

Archeologia preindustriale 

In varie zone del bacino Merse-Farma sono ben visibili i resti degli opifici che nel Medioevo sfruttavano l'energia dell'acqua e formavano una sorta di "sistema produttivo preindustriale".

Nelle vicinanze del castello di Monticiano e lungo il Farma nel territorio di Roccastrada, dalla fine del Duecento furono costruite numerose ferriere, dove le ruote idrauliche azionavano i mantici che soffiavano aria nei forni ed i pesanti martelli che battevano a caldo le masse di metallo.

 

 

 

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