1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Torna alla Home

Museo del bosco

museodelboscoTappa fondamentale per entrare in sintonia con la storia e l’ambiente che caratterizza gran parte del territorio della Val di Merse è una visita al Museo del Bosco di Orgia.
Ambientato in un vecchio fienile raccoglie tutte le testimonianze dello stretto rapporto tra uomo e ambiente.
Storie, testimonianze, oggetti di boscaioli e carbonai descrivono in maniera semplice ma efficace la vita di questo ecosistema così come si svolgeva fino a mezzo secolo fa.

Fanno parte del museo cinque itinerari da percorrere a piedi: le Carbonaie (4 km), il Romitorio (5 km), il Fiume (4 km), la passeggiata del Conte (1,5 km) e Castiglion che Dio sol Sa (21 km). Si tratta di piacevoli escursioni che rivestono interesse antropologico, botanico, faunistico e paesaggistico e consentono di conoscere in modo dinamico la realtà del bosco e delle attività ad esso connesse. Interessanti anche le escursioni a tema.


“Il bosco come laboratorio” consiste nell’escursione lungo uno degli itinerari con approfondimenti di determinati aspetti botanici, faunistici, geologici, ecologici (es. Il bosco e i cinque sensi, La bioindicazione, l’Ecosistema bosco). Ben fatta e di grande utilità pratica la guida del museo con la descrizione dell’ambiente e dei percorsi illustrati anche con cartine dettagliate.

 

 

Il segno dell'uomo 

Gli abitanti della Val di Merse hanno sempre avuto un legame importante con la natura, a partire dai boschi, dove i carbonai praticavano l'antica arte di trasformare la legna in carbone, attività che purtroppo si sta spegnendo lentamente.

Le carbonaie possono essere visitate nel Museo del Bosco, in cui è possibile esplorare anche il fiume, Castiglione che Dio sol sa e fare la passeggiata del Conte.

 

 

I carbonai 

E’ nel bosco che si coglie l’intima natura della Val di Merse. Nel periodo invernale i boscaioli si dedicavano al taglio del bosco, l’accatastamento e il trasporto della legna. E nell’ambito di queste attività c’erano vere e proprie specializzazioni.

I “palaioli ” tagliavano i pali mentre i “vetturini ” trasportavano la legna con l’aiuto di infaticabili muli.

 

 

Archeologia preindustriale 

In varie zone del bacino Merse-Farma sono ben visibili i resti degli opifici che nel Medioevo sfruttavano l'energia dell'acqua e formavano una sorta di "sistema produttivo preindustriale".

Nelle vicinanze del castello di Monticiano e lungo il Farma nel territorio di Roccastrada, dalla fine del Duecento furono costruite numerose ferriere, dove le ruote idrauliche azionavano i mantici che soffiavano aria nei forni ed i pesanti martelli che battevano a caldo le masse di metallo.

 

 

 

Submit to DeliciousSubmit to DiggSubmit to FacebookSubmit to Google BookmarksSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

GUARDA IL VIDEO

SCARICA LA BROCHURE

Facebook

Twitter - @Terredisiena

Terredisiena Amiata: il più grande vulcano spento della #Toscana . Mount #Amiata : the biggest extinguished volcano in #Tuscany . Ph via @SIENANEWS website pic.twitter.com/aliMzzZXYm
Terredisiena Non servono parole nell'ora della bruma. No words are needed in the mist hour. Credits Giuseppe Moscato via @VisitTuscany #Toscana #Tuscany pic.twitter.com/SnQMHo3Cgx
Terredisiena Tra la terra e il cielo, l'Abbazia di #SanGalgano . Between Earth and sky, San Galgano Abbey. Ph. Crdits Francesco Santantoni Flickr #Tuscany pic.twitter.com/yuDqQYmBtp

I NOSTRI VIDEO

Il nostro sito utilizza i cookies per rendere migliore la tua esperienza di navigazione. Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookies secondo quanto descritto nell'Informativa sui Cookies.