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Gli Etruschi

vasi etruschi

La nostra storia parte… dalla Preistoria: un gioco di parole che vuole significare come il territorio delle Terre di Siena, specialmente nelle sue propaggini meridionali, fosse abitato in modo continuativo già oltre 40.000 anni fa. L’area attorno a Cetona, splendido borgo alle pendici del monte omonimo, ha restituito tracce evidenti e importanti di questi insediamenti. Tra questi, delle grotte in cui sono venuti alla luce reperti classificabili tra il Paleolitico e la fine dell’Età del Bronzo. Le vicende preistoriche di questo territorio cominciano quindi con il Paleolitico Medio: l’uomo di Neandertal, infatti, ha abitato alcune di queste grotte lasciando tracce evidenti del suo passaggio, come strumenti in pietra scheggiata e resti di animali cacciati. Il popolamento più intenso si può invece registrare durante il II millennio a. C.. E questo soprattutto nella zona di Belverde, sempre in prossimità di Cetona, dove furono erette capanne e fatte sepolture. Tutti questi reperti sono visibili nel Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona, nel centro storico della cittadina; mentre sul fianco orientale del Monte Cetona sorge l’Archeodromo e il Parco Archeologico Naturalistico. Qui è stato ricostruito anche un villaggio dell’Età del Bronzo, con capanne a grandezza naturale e aree artigianali. 
Nel nostro DNA ci sono comunque gli etruschi; e questo non è un modo di dire, visto che le fattezze di tanti volti rappresentati su urne cinerarie e dipinti tombali sono straordinariamente identiche a quelle riconoscibili nei volti di tanti di noi.
E la memoria dei nostri progenitori ci accompagna nella quotidianità, nelle nostre usanze, negli usi contadini, nella nostra cucina più tipica, in alcuni vocaboli del nostro vernacolo e in un’infinità di toponimi di questo territorio.

 

 Le Tombe


I ritrovamenti avvengono in pratica ogni giorno, senza interruzione; e sono migliaia le tombe individuate, censite e ancora non scavate: non basterebbero cento musei per contenerne i reperti; e quando si crede che nient’altro sia possibile scoprire, oltre a quanto già venuto alla luce, ecco riaffiorare un’altra tomba, un altro tempio, altri ricchi di corredi intatti, statue, suppellettili e gioielli di rara bellezza. Naturalmente, il numero di tombe, in tutto il territorio, è praticamente infinito. Se parliamo di tombe a “fossa”, quindi senza dipinti ma comunque con corredi funebri molto interessanti, solo nel territorio di Chianciano Terme ne sono state individuate più di 1.000… Ma degli Etruschi non rimangono solo reperti restituiti dal ritrovamento di tombe.


  Il Labirinto

Nel sottosuolo di Chiusi è stato recuperato il cosiddetto “Labirinto di Porsenna”, un sistema di cuniculi – il cui utilizzo originario era di tipo idraulico – che oggi consente un suggestivo viaggio nelle viscere della città, dando modo di attraversarla fino ad una notevole profondità per sboccare infine all’interno del campanile del Duomo. Dalla sua sommità, una vista splendida sui tetti del centro storico e sull’intera vallata.


  I Musei 


Dopo attenti restauri, questi reperti trovano degna collocazione in alcuni musei della zona e vengono esposti con criteri molto moderni, spesso rispettando la collocazione originale al momento del ritrovamento, dando così precise informazioni su quello che era il ruolo sociale dell’antico possessore o l’utilizzo pratico di utensili e accessori. Un punto di riferimento a livello internazionale, e per questo mèta di studiosi e appassionati di tutto il mondo, rimane il Museo Archeologico Nazionale di Chiusi, che ospita i ritrovamenti più importanti delle campagne di scavi avvenute in questi luoghi fin dal 1800 (http://www.archeotoscana.beniculturali.it/index.php?it/147/chiusi-museo-archeologico-nazionale). Scavi che hanno portato alla scoperta di tombe dipinte di rara bellezza (visitabile quella detta “della Scimmia”, risalente a quasi 2.500 anni fa).

Sempre nel territorio della Val di Chiana, altri musei espongono ricchissimi corredi frutto di campagne di scavi anche recentissime. Come quello di Cetona (www.ctnet.it/museo/cetona), votato in primo luogo a documentare l’era Preistorica del Monte Cetona; o quello di Chianciano Terme (www.museoetrusco.it) , tra i più moderni e innovativi per i criteri espositivi, che si presenta con la collezione di canopi dipinti più vasta del mondo, il frontone di un tempio etrusco e un’intera tomba principesca; e quello di Sarteano (www.museosarteano.it), che vede la ricostruzione perfetta, con tecniche particolari, di un affresco rinvenuto nella ormai celebre Tomba della Quadriga Infernale. Questa Tomba è visitabile su appuntamento e prende il nome dall’affresco, inquietante e sinistro, che raffigura Charun, figura mitologica etrusca, mentre trasporta l’anima di un defunto sull’aldilà, su un carro trainato da grifoni. Il tutto avvolto in una nuvola nera.

 

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