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Profumi e sapori

zafferanoAnche la Val d'Orcia, come tutte le Terre di Siena, offre prodotti enogastronomici di ottima qualità: l'olio, che si trova al centro dell'agricoltura toscana, la profumata spezia dello zafferano coltivata ed esportata fin dal Medioevo, i formaggi, in particolare il famoso Pecorino di Pienza e i vini rossi, come il Brunello, prodotto sin da fine '800.

 

 

L'olio 

Un pilastro dell’agricoltura toscana è l’olio d’oliva. Prodotto in Val d’Orcia come in altre parti del Senese, l’olio extravergine DOP (a Denominazione di Origine Protetta) “Terre di Siena” deriva da olive di varietà moraiolo, frantoio e leccino, ha un odore fruttato e un gusto amaro e leggermente piccante. Bellissimi oliveti caratterizzano il paesaggio dei cinque i Comuni della valle.

 

 

 

Lo zafferano 

Lo zafferano è la profumatissima spezia che si ricava dagli stigmi di crochi soggetti a decenni di selezione e di incroci. Elogiato per le sue virtù curative da Plinio il Vecchio e Galeno, lo zafferano è stato coltivato in Val d’Orcia nel Medioevo, quando veniva esportato soprattutto in Germania.
Nel Cinquecento la produzione si è interrotta, per riprendere pochi anni fa.

 

 

 

Pecorino di Pienza 

Una bella storia di incontri e commistioni culturali racconta il pecorino (o cacio) di Pienza, che ha raggiunto da tempo una notorietà internazionale.
Il ritrovamento di grandi bollitori in coccio ha dimostrato agli archeologi che questo formaggio era prodotto già dalla Preistoria.
Negli anni Sessanta l’abbandono di numerosi poderi e l’arrivo di decine di pastori sardi con le proprie greggi ha portato a una parziale trasformazione del prodotto.

 

 

Il Brunello e gli altri grandi vini 

Montalcino è ricordata fin dal Quattrocento per i suoi vini rossi. L’inventore del Brunello è però Ferruccio Biondi Santi, che decise per primo di abbandonare il Canaiolo, il Ciliegiolo e il Colorino per concentrarsi sul Sangiovese.
La sua bottiglia datata 1888 è probabilmente la prima in assoluto della storia. Rispettivamente nel 1966 e 1980, il Brunello è stato tra i primi vini italiani a fregiarsi dei titoli DOC (Denominazione di Origine Controllata) e DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita).

 

 

 

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