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Percorsi dell'acqua

cascataE' intorno all'acqua che fin dal Medioevo si svolgeva la vita degli abitanti della Val d'Orcia. Lungo il fiume Vivo furono costruiti mulini, ferriere e cantieri e negli anni '20 una centrale elettrica. A Bagno Vignoni è possibile far visita al Parco dei Mulini, costruito per salvaguardare il polo molitorio senese.

 

 

Terme di San Filippo 

Apprezzate fin dal Medioevo e dal Rinascimento le acque termali, ricche di zolfo, calcio e magnesio, curarono illustri personaggi, fra cui Lorenzo il Magnifico. Oggi le Terme San Filippo uniscono in un unico complesso Hotel, Ristorante, Centro Benessere, Stabilimento e Piscina Termale, tutti immersi nel verde e nella tranquillità della natura.

 

 

 

Stabilimento termale di Bagno Vignoni 

Il suggestivo borgo di Bagno Vignoni era conosciuto fin dall'antichità: già gli etruschi, che bonificarono la Val d'Orcia, sfruttavano questa preziosa fonte di acqua calda per le loro lavorazioni; inoltre una lapide Ex-voto, conservata all'interno dell'attuale stabilimento termale, testimonia la conoscenza e lo sfruttamento dei benefici poteri di queste acque da parte dei romani.

 

 

 

Le acque medievali di Vivo d'Orcia 

Vivo d'Orcia è la splendida frazione di Castiglion d'Orcia incastonata in una valle fuori del tempo. Sotto il castello scorre il fiume Vivo, le cui sorgenti sgorgano in località Ermicciolo.

Lungo il torrente, a partire dal Medioevo, furono costruiti mulini, cartiere, ferriere e, negli anni '20 del secolo scorso, una prima centrale elettrica che sfruttava l'energia idrica. Tracce di questi antichi edifici sono tuttora visibili, coperte dai rampicanti, in uno dei paesaggi più belli ed evocativi della zona.

 

 

Parco dei Mulini 

Il Parco dei Mulini nasce con l’intento di salvaguardare e valorizzare uno dei principali poli molitori del senese. Composto da quattro mulini, rappresentava un potenziale enorme in un’area, quale la Val d’Orcia, particolarmente vocata alla cerealicoltura ma allo stesso tempo caratterizzata da scarsità idrica. Lo sfruttamento della sorgente termale, dalla portata costante, permetteva invece di macinare anche d’estate, quando la gran parte dei mulini era inoperosa.

 

 

 

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