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Poggibonsi

poggibonsiAffascinante vicenda è quella di Poggibonsi che deve il suo incessante trasformarsi, quasi che la storia qui avesse preso le vesti di Penelope, alla sua posizione strategica.

Fu il borgo attorno al castello di Marturi (potentissima abbazia benedettina) dove si ebbe il primo insediamento lungo la Francigena. I Fiorentini lo distrussero ma già nel Duecento questo borgo era uno dei più importanti mercati “gigliati” e proprio grazie ad un fiore: il Crocus Sativus.

Lo zafferano coltivato in tutta la zona fino oltre San Gimignano alimentava mercatura, botteghe di tintori e tessiture. Ma purtroppo questa importanza costò ai Poggibonsesi un’ulteriore distruzione. Nacque così Poggio Bonizzo (o Bonizio) che fu distrutto successivamente. Gli abitanti tornarono di nuovo verso Marturi e fondarono Poggibonsi, un borgo murato. E infine Lorenzo de’ Medici pensò di fortificare questo fondamentale crocevia con una fortezza inespugnabile: i da Sangallo vi lavorarono alacremente ma Poggio Imperiale, di cui restano oggi le testimonianze dell’incompiutezza, non fu mai terminata perché non serviva più.

Molti secoli dopo queste vicende una nuova distruzione attendeva Poggibonsi: durante i bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale fu rasa al suolo per il 70%. Ogni volta la città è risorta e non ha mai cessato di essere centro di cultura e di industria.

Ai giorni nostri Poggibonsi è all’avanguardia nella produzione del mobile, in quella meccanica e in quella elettronica, oltre però a conservare un tessuto artigiano di assoluto pregio.
Una visita a Poggibonsi comincia con un luogo emblematico: la Fonte delle Fate, una grande fontana a sei arcate a doppia ogiva progettata da Balugano da Crema in stile senese e costruita attorno al duecento in prezioso filaretto di travertino senese.

Ma certo non si può trascurare sul filo della storia una visita alla grande incompiuta: Poggio Imperiale che adesso il Comune sta recuperando.
La visita di Poggibonsi non può prescindere da una lunga sosta a San Lucchese, un complesso monastico che fu dei Camaldolesi, poi ceduto ai francescani che ha una chiesa a capanna preceduta da un portichetto di assoluta armonia che custodisce tra l’altro opere di Bartolo di Fredi, di Cennino Cennini e di Memmo di Filippuccio.

www.comune.poggibonsi.si.it

 

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