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Via delle Grance

L'antico Spedale del Santa Maria della Scala fu istituito dai canonici del Duomo di Siena per accogliere i pellegrini che percorrevano la Via Francigena, per assistere i poveri e gli ammalati , e per curare e crescere i bambini abbandonati. Lo Spedale del Santa Maria della Scala, grazie alle elemosine, alle donazioni e ai lasciti di nobili famiglie, acquistò rapidamente potere e peso economico che garantirono all’istituzione anche grande autonomia organizzativa. Attraverso donazioni e lasciti di terreni il Santa Maria si trovò a possedere anche un enorme patrimonio agricolo e a poter contare su derrate alimentari, preziose per la sussistenza dell’Ospedale, che venivano immagazzinate nella Grance (fattorie e magazzini fortifi cati), sparse su tutto il territorio senese. La storia del Santa Maria, e delle attività che vi si svolgevano, sono illustrate nei bellissimi affreschi , eseguiti nel '400 dai maggiori artisti senesi, nella grande sala del Complesso cosiddetta del “Pellegrinaio”. Proprio da questa Sala e da una visita al Santa Maria (funzionante come Ospedale fino agli anni ’90 del secolo scorso è oggi Polo Museale) può iniziare questo bellissimo percorso trekking in 6 tappe. Lo stemma del Santa Maria della Scala, una scala, appunto, sormontata da una croce, segnerà tutte le Grance che si incontrano si questo itinerario, articolato in più tappe. L’itinerario è segnalato in gran parte sulle carte escursionistiche delle Crete Senesi (1 e 2) e della Val d’Orcia.

 

I Percorsi:

 

Da Siena a Monteroni d'Arbia

Siena - Grancia di Cuna - Monteroni d’Arbia:
Lunghezza: Partenza da Siena: km. 20.00
Tempo di percorrenza: h.6.00
Dislivello: di poco conto
Partenza da Malamerenda: km. 12.00
Tempo di percorrenza: h. 3.30
Dislivello: di poco conto
Caratteristiche: questa prima tappa si svolge tutta su strade bianche e di campo.

La partenza ideale di questo lungo viaggio, che ci porterà a conoscere le antiche fattorie fortificate del S. Maria della Scala (le “grance”) dislocate su tutto il territorio provinciale ed a provare la sensazione e l’emozione di camminare su tratti dell’antica Via Francigena, sarebbe da Siena, dalla Piazza del Duomo dove è situato il vecchio Spedale del S.Maria.
E' sempre più difficile, però, uscire a piedi dalle nostre città (tangenziali, strade molto traffi cate, proprietà private, ecc) e quindi si può partire anche da Malamerenda, piccolo borgo situato a pochi chilometri da Siena, raggiungibile facilmente in auto o autobus urbano. Partendo dal Santa Maria della Scala si deve raggiungere Porta Romana e, appena usciti dalla Porta, si prende a sinistra la Strada di Certosa che, percorrendo un bel crinale con vedute su Siena e la Val d’Arbia fino all’Amiata, arriva alla Fattoria di Renaccio. Da qui purtroppo si deve seguire, a destra, la strada asfaltata fino alla SS2 Cassia, che prenderemo a sinistra fino al podere di Malamerenda. Qui si devia a destra, si prende la strada a sterro che porta a Radi e la si segue per due chilometri circa, fino al podere Belvedere, dove si devia a sinistra, si prende il sentiero delle Crete n. 502 e lo si segue (tratto molto panoramico) fino ad incrociare il sentiero 500, proveniente dalla vicina Isola d’Arbia.
Si prende la stradetta a sinistra e si devia a destra subito dopo prendendo a scendere in direzione di Ponte a Tressa. Alle prime case si devia a destra e si risale ad un bel punto panoramico dove si trova una pianta solitaria di un querciolo che, essendo visibile da ogni parte, ci fa da punto di riferimento per tutto questo itinerario. A questo punto è anche visibile la possente costruzione della Grancia di Cuna, verso cui siamo diretti e dove si arriverà in breve tempo.
Dalla Grancia si prende il primo bivio a sinistra in direzione del Podere S. Claudio. Qui il sentiero n.500 prosegue in leggera salita verso il Podere Belvedere, situato in bella posizione panoramica, aggira il Poggio della Tassinaia e si immette poco dopo nella strada proveniente da Radi. Prendendo a sinistra (sentiero n. 500a) in poco tempo si arriva a Monteroni d’Arbia, principale centro abitato di tutta la valle. Noi però abbrevieremo l’itinerario prendendo a sinistra (dal Podere S. Claudio) e per strada bianca pianeggiante si sorpassa la ferrovia e si prende a destra in direzione del paese. Si traversa la circonvallazione ed in breve si arriva alla gora ed al vecchio Mulino, oggi sede di un piccolo museo storico.

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Da Monteroni d’Arbia ad Asciano

Monteroni d’Arbia - Abbadia a Rofeno - Asciano:
Lunghezza: km. 16.00
Tempo di percorrenza: h. 5.30
Dislivello: insignifi cante
Caratteristiche: l’itinerario è abbastanza lungo ma non presenta difficoltà di rilievo; comunque si deve fare attenzione poiché, in ceri punti, si insinua in mezzo ai calanchi delle crete; si sconsiglia in periodi molto piovosi. L’itinerario è segnalato sulla cartina delle Crete Senesi, edita da Multigraphic di Firenze. 

Dal centro abitato di Monteroni d’Arbia si prende la strada asfaltata per Asciano e la si segue per circa due chilometri seguendo il sentiero n. 503 delle Crete senesi. Si devia a destra, si sale alla bella Villa S. Alberto, si scende al podere S.S. Marie e si ritorna alla strada asfaltata che seguiremo per altri cinquecento metri per deviare a sinistra per una stradina di campo.
A questo punto l’itinerario entra in un territorio aspro e solitario ma di grande interesse ambientale e paesaggistico.
Dopo circa cinque chilometri ed un’ora e trenta di cammino (evitando, sulla sinistra, i sentieri 522 prima e 524 dopo) si arriva al podere Lucolino, sulla strada che porta alla Pievina.
Qui si prende a destra in direzione di Abbadia a Rofeno, oggi proprietà privata. Dopo poco si rientra nella strada asfaltata proveniente da Monteroni che prenderemo a sinistra in direzione di Asciano e che dobbiamo seguire, purtroppo, per circa quattro chilometri, fino al capoluogo delle Crete.

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Da Asciano alla Fattoria di Belsedere

Asciano - Serre di Rapolano - Poggio Pinci - fermata di Trequanda - Fattoria di Belsedere
Lunghezza: km. 18.00
Tempo di percorrenza: h. 5.30
Dislivelli: m. 200
Caratteristiche: l’itinerario è piuttosto lungo ma, per godere di più lo spettacolo di queste zone, lo si può anche dividere facendo tappa a Serre di Rapolano; tutto l’itinerario è segnalato sulla carta escursionistica delle Crete Senesi, edita da Multigraphic di Firenze. 

Il nostro itinerario ha inizio in prossimità di una cappella che si trova nella parte bassa del paese di Asciano, sulla sinistra, poco dopo il bivio per Monteoliveto per chi proviene da Siena. Il sentiero che seguiremo è il n.505 delle Crete Senesi (2d del Trenonatura) che in breve sale ad un punto panoramico in prossimità del piccolo borgo di Casella e poco dopo al Podere Pieve dei Preti. Continua con un sali-scendi su un bel crinale in mezzo al caratteristico paesaggio delle Crete, tra calanchi e biancane, fino al Colle di Poggiogrèppoli.
Da qui il panorama diventa ancora più ampio, si scende alla strada per Rapolano, si gira a destra e, subito dopo, a sinistra per una strada di campo che ci porta dritti ad un sottopasso della ferrovia e da qui in breve tempo si arriva alle Serre di Rapolano.
Dopo una visita alla Grancia, dal centro di Serre si scende in Via S. Rocco e si prende la Via delle Cave. Con un ampio giro intorno alla zona delle cave di travertino si scende alla strada asfaltata proveniente dalla Lauretana. All’incrocio si prende a destra e, dopo appena cinquanta metri, a sinistra, per una stradina di campo.
Qui troviamo la direttrice n.4 della sentieristica provinciale e il n. 2b dei sentieri del Trenonatura; si prende a sinistra. Si traversano dei campi per un paio di chilometri fino ad incrociare la strada asfaltata, la “Lauretana”, proveniente da Asciano che prenderemo a sinistra per due-trecento metri e subito a destra verso la bella fattoria di Poggio Pinci.
Esempio classico delle fattorie di fine-ottocento con la bella casa padronale munita di ampio giardino, la cappellina esterna, gli annessi per il ricovero degli animali e gli attrezzi per il lavoro dei campi, l’oliviera. Dopo Poggio Pinci si costeggia una necropoli etrusca (i reperti sono visibili nel museo etrusco di Asciano) e le belle terme di Montalceto dove i senesi anticamente venivano a “passare le acque” utilizzando la linea ferroviaria sottostante, oggi usata solo a scopo turistico dal Trenonatura.
Proseguiamo il nostro viaggio traversando un territorio fantastico la cui luce, i colori ed i profumi difficilmente riusciremo a dimenticare. Si prosegue sempre sulla evidente strada bianca seguendo il sentiero n.509 (direttrice prov. 4) fino alla strada asfaltata, subito sotto il podere Pecorile, che porta a Trequanda. Si prende a sinistra e si scende, dopo un breve falsopiano, alla fermata di Trequanda. Questa piccolissima stazione, oggi completamente abbandonata, non molti anni orsono era punto di riferimento per tutti i paesi circostanti. Si prosegue ancora per circa un chilometro sulla strada asfaltata, in leggera salita, fino al bivio per la Fattoria di Belsedere dove si conclude la nostra tappa.

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Dalla Fattoria di Belsedere a Sant'Anna in Camprena

Fattoria di Belsedere - Montisi - Castelmuzio - S. Anna in Camprena
Lunghezza: km. 13
Tempo di percorrenza: h. 4.00
Dislivello: m. 330°-260°
Caratteristiche: l'itinerario prosegue in mezzo alle crete, molto panoramico, a volte in ambiente selvaggio e ci dà l'opportunità di conoscere due piccoli e caratteristici paesi antichi; tutto l’itinerario è segnalato sulla cartina delle Crete Senesi 2 - edita da Multigraphic. 

Dalla Fattoria di Belsedere si prende il sentiero n. 516 e si scende, passando davanti alla Cappella di S.Antonio, per strada di campo, ad un fosso che si traversa su un ponticello sulla sinistra, sentiero n. 517, e ci dirigiamo, in leggera salita, verso il podere Cetinali, visibile poco sopra e da qui al podere Latti. Il nostro itinerario devia sulla destra ma noi proseguiamo diritti sul sentiero n. 517a, che è più panoramico e più tranquillo. Il sentiero continua a salire ed il panorama sulle Crete si fa sempre più ampio.
Arrivati a Montelifrè si devia a destra per la strada asfaltata e la si segue fi no a Montisi (1500 m. circa). Dopo una doverosa visita al centro storico del paese ed alla Grancia del S. Maria della Scala si prosegue prendendo la strada asfaltata in direzione di Castelmuzio. Subito dopo il bivio per Sinalunga, si prende a destra una stradina interpoderale che scende al Borro Rigo, si percorre tra calanchi e boscaglia (fare attenzione) per circa cinquecento metri e si devia a sinistra salendo prima al podere il Modenese e poi ad un bel punto panoramico dove si incrocia una strada sterrata che prenderemo a sinistra.
Dopo poco la strada diventa pianeggiante, traversa un’oliveta e passa accanto alla piccola Pieve di S.Stefano a Cennano. Da qui in breve tempo si arriva a Castelmuzio. Merita una visita il piccolo borgo che, data la posizione, offre splendide vedute.
Si scende poi per la Via di Trove, sentiero n. 566, si traversa la strada per Pienza e si prende una stradina di campo, sempre in discesa, si passa in mezzo ad un’oliveta e si arriva al ponte sul torrente Trove dove ritroviamo la strada asfaltata per Pienza che prenderemo a sinistra. Già da qualche tempo abbiamo di fronte a noi, in alto, la veduta della bella Abbazia di S. Anna in Camprena, la nostra meta. Si segue l’asfalto per circa seicento metri, fino ad un’area di sosta, sulla destra, dove ha inizio un sentierino nel bosco che in poco tempo ci porterà a S.Anna.

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Da Sant'Anna in Camprena a San Quirico d'Orcia

S. Anna in Camprena - Pienza - Vitaleta - S. Quirico d’Orcia
Lunghezza: km. 15,5 (8,00)
Percorrenza: h. 4.30 (2.30)
Dislivelli: minimi
Caratteristiche: si consiglia di evitare il lungo trasferimento a Pienza per la strada asfaltata e di utilizzare il “postalino della Valdorcia”, piccolo bus a gestione privata che, a richiesta, copre percorsi non serviti dai mezzi pubblici in tutta l’area; i dati chilometrici e di percorrenza indicati tra parentesi si riferiscono al sentiero da Pienza a S.Quirico d'Orcia. L’itinerario è la direttrice n. 6 dei sentieri della provincia di Siena.

Da S. Anna in Camprena a Pienza, purtroppo, non vi è alternativa alla strada asfaltata (6 km. circa). L’utilizzo del “postalino della Valdorcia” abbrevierà l’itinerario consentendo di effettuare una visita a Pienza, non dimenticando di effettuare la bella passeggiata sul lato della città che si affaccia sulla Valdorcia, prima di intraprendere l’itinerario. Dalla Porta che guarda i giardini (Porta al Ciglio) si prende la stradetta che scende alla Pieve di Corsignano: l’itinerario ha inizio dalle antiche fonti che si trovano in prossimità dalla Pieve. Si scende ancora verso il Podere S. Tito e si risale poi al Podere Costilati. La strada traversa una zona cretosa ed è sconsigliabile in giornate molto piovose. Poco dopo il podere si trova una deviazione che in brevissimo tempo ci porta alla piccola splendida pieve di Vitaleta, divenuta il simbolo di tutta la Valdorcia. Ritornati sui nostri passi si scende ancora senza abbandonare
la strada bianca. Dopo aver traversato il Fosso Rigo, si lascia la strada e si sale per una poderale verso il Podere Cernecchio e da qui in breve si raggiunge la SS.2 Cassia. La si traversa e si sale al centro di S.Quirico d'Orcia.

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Da San Quirico d’Orcia a Castelluccio

S.Quirico d’Orcia - Bagno Vignoni - Spedaletto - Lucciola Bella - Castelluccio
Lunghezza: km.19.0
Tempo di percorrenza: h. 6.00
Dislivello: insignificante
Caratteristiche: itinerario non difficile ma molto lungo; molto remunerativo in quanto panoramicissimo ed interessante per le emergenze storiche che si incontrano. Può essere diviso in due tappe; parte dell’itinerario non è segnalata, si consiglia quindi di consultare la cartina della Val d'Orcia ed attenersi scrupolosamente alle indicazioni del testo. 

Dopo aver visitato il bel centro storico di S.Quirico (Collegiata ed Horti Leonini), si prende la strada per la Ripa d’Orcia, prima asfaltata poi bianca e la si segue per un paio di chilometri fi no ad un bivio, a dritto si va alla Ripa a sinistra a Vignoni.
Se il tempo lo consentisse sarebbe interessante poter arrivare al Castello di Ripa d’Orcia, situato su un dirupo a strapiombo sul fi ume omonimo (h. 1.15 andata e ritorno dal bivio). Noi prenderemo a sinistra verso il piccolo borgo di Vignoni, con vedute splendide su tutta la Valdorcia. Da qui si scende, sempre per strada bianca, alle sottostanti terme di Bagno Vignoni. Da qui in avanti l’itinerario non è segnalato, ma seguendo le indica ni sotto riportate è facilmente individuabile.
Dall’abitato di Bagno Vignoni prendiamo in direzione della SS2 Cassia che incrociamo in prossimità del ponte sul fiume Orcia, dove prenderemo a sinistra in direzione di S.Quirico d’Orcia-Siena. Dopo alcune decine di metri prendiamo, a destra, la Strada della Bonifi ca che seguiremo per un breve tratto per scendere poi sul greto del fi ume, dove una traccia di strada, usata dai mezzi di lavoro per il recupero della ghiaia, ci condurrà nei pressi della Grancia di Spedaletto.
Naturalmente in periodi molto piovosi non sarà possibile seguire questo sentiero, ma si potrà evitarlo camminando per qualche chilometro lungo la Strada della Bonifi ca. Da Spedaletto, per circa cinque chilometri, non ci sono alternative alla Strada della Bonifi ca, purtroppo asfaltata. L’itinerario prosegue poco prima della deviazione per il Podere Pianporcino, per una stradina a sinistra, a salire, che entra nella Riserva Naturale di Lucciola Bella e la traversa in diagonale per intero.
Dopo aver fatto quota, presso il Podere S.Bernardino (m. 540), il panorama si allarga incredibilmente su tutta la Val d’Orcia, Castiglioni e Rocca d’Orcia, l’Amiata, Radicofani e il Monte Cetona. Da qui, volendo, deviando a sinistra si può salire al Podere Lucciola Bella con un breve tratto andata-ritorno.
Si prosegue quindi a diritto e si comincia a scendere per una stradina contornata di cipressi, caratteristica del paesaggio senese.
Si traversa la strada asfaltata e si sale al Podere S.Antonio e da qui si sale ancora a trovare la strada proveniente dalla Foce che prenderemo a sinistra in direzione di Castelluccio.

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In collaborazione con Toscana Promozione

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