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Abbadia a Isola

 

Ad Abbadia a Isola era situato l'Abbazia intitolata ai S. Salvatore, S. Giovanni e S. Cirino, oggi semplice chiesa parrocchiale posta alla base orientale del Monte Maggio. Deve il suo nome al contesto ambientale, in quanto, sorgendo ai margini di terreni impaludati, la chiesa sembrava poggiare su un'isola; per questo motivo fu detta anche del Lago. 
Fu fondata nel 1001 dalla contessa Ava, figlia del conte Zanobi e vedova d'Ildebrando Signore di Staggia e di Val di Strove col consenso di Tegrimo e di Benzo suoi figli, lungo la via Francigena ed in particolare presso uno dei castelli di sua proprietà denominato Borgonuovo. Il castello era lo stesso menzionato da Sigerico di Canterbury che vi fece tappa tra il 990 e il 994, di ritorno da Roma. Percorrendo la via Francigena l'arcivescovo di Canterbury menziona nel suo diario Burgenove; la località rappresentava la XVI tappa (mansio) del suo itinerario verso l'Inghilterra.
Il controllo dei signori di Staggia cominciò a diminuire nel XII secolo a causa del frazionamento del patrimonio tra gli eredi, mentre gli abati divennero nei secoli successivi padroni assoluti di Borgonuovo e delle terre circostanti, cosicché il castello perse progressivamente d'importanza in favore dell'abbazia. Vista la posizione lungo la via Francigena, vennero costruiti un ospedale dedicato a San Salvatore (1050) e uno xenodochio (1102). Il vescovo di Siena, Ranieri, nel 1135 prese sotto la sua tutela l'abbazia e le concesse il controllo del territorio del contado senese oggetto delle mire fiorentine; dopo questo accordo l'abbazia decise di dotarsi di una struttura militare difensiva e alla metà del secolo erano già stati edificati un cassero e le mura difensive.
A questo monastero si riferiscono varie bolle di pontefici, fra le quali una di Niccolò II del 1059, una di Alessandro II del 1063 scritta nel chiostro della stessa Badia, e una di Alessandro III del 1172. 
COn l'espansione dei comuni il ruolo dell'abbazia andò progressivamente scemando nel corso del XIII secolo, tanto che nel 1215 la Badia a Isola e gli abitanti del borgo giurarono fedeltà al comune di Siena che da parte sua concesse la protezione sull'abbazia. Una concessione stipulata alla Badia a Isola nel 1256 fra l'abate e il rettore o sindaco del Comune di Borgonuovo accordava agli abitanti di potere eleggere per rettore una persona di loro fiducia. Il monastero venne inserito dai Senesi nel sistema di castelli posti ai confini del contado perciò venne fortificato nel 1376.
A causa del peggioramento delle condizioni ambientali e dalla perdita dei beni a causa di guerre e di partiti, l'abbazia di S. Salvatore all'Isola fu riunita a quella dello stesso ordine di S. Eugenio presso Siena nell'anno 1446, mentre la sua chiesa con l'annesso di San Rufiniano da quell'epoca in poi continuò ad essere parrocchia con battistero.
Per l'organizzazione spaziale e per le scelte decorative la chiesa abbaziale è stata il modello a cui hanno attinto in seguito per realizzare le pievi di Scola, di Ponte allo Spino, di Pernina e di Casole e in quanto modello per la pieve casolana, completata nel 1161, è un edificio databile alla metà del XII secolo ma non oltre il 1173.
La chiesa abbaziale è collocata al centro del complesso fortificato e consiste in una basilica a tre navate, coperta a tetto con cripta e conclusa da una tribuna triabsidata. La chiesa attuale venne costruita al posto di un precedente edificio ecclesiastico che presentava una struttura a tre navate divise da pilastri conclusa da un'abside e con una cripta, questa chiesa era stata realizzata prima del 1001. La chiesa attuale, anche se pesantemente rimaneggiata nel corso del tempo, appare come frutto di un'unica fase costruttiva.
La facciata è suddivisa in tre ordini sovrapposti; quello più in basso è un portale gemino, fatto eccezionale per la Val d'Elsa, al quale si affiancavano due semicolonne. Il doppio portale era un elemento tipico dei santuari e delle chiese di pellegrinaggio come Badia a Isola ma tale portale venne sostituito in seguito da un più anonimo portale architravato. Sulla sinistra sono i resti di un'apertura, oggi tamponata, realizzata forse per contenere un sarcofago. Nella parte centrale spiccalo le ali della facciata di cui solo quella della parte sinistra è originale; in entrambe le parti sono presenti due semicolonne che formano una galleria cieca coronata da archetti pensili. Nella parte superiore in mezzo a due larghe lesene sono due bifore ricassate secondo il modello lombardo, solo quella di sinistra è originale; la struttura delle bifore è costituita da due archi monolitici poggianti su una colonna di marmo conclusa da un capitello cubico e pulvino decorato con zig-zag, rosette e corda. In passato in mezzo alle due bifore venne aperto un grande occhio. La vetta della facciata presenta una coronatura costituita da arcatelle cieche poggianti su mensole antropomorfe e sottoposte a una cornice doppia decorata con una teoria di animali mostruosi e fantastici e da altre figure fitomorfi quali palme triangolari, rose a forma di stella e altre figure. 
Solo la fiancata meridionale è completamente visibile, in ogni caso le due fiancate presentano un numero ineguale di aperture costituite da finestre a feritoia e sono coronate da una cornice sorretta da mensole decorate con motivi geometrici. Il claristorio presenta cinque monofore centinate a doppio strombo collocate in corrispondenza delle campate delle navate.
La tribuna è stata quasi totalmente rifatta in seguito al crollo dell'ultima campata ed è costituita da tra absidi semicircolari; all'inizio del XX secolo era rimasto solo il basamento. Nelle due absidi laterali, le minori, si apre una monofora a doppio strombo mentre ben più complessa appare l'abside centrale. Il volume dell'abside è scandito da semicolonne con basi ad anello poggianti su uno zoccolo che suddividono il volume in cinque parti in tre delle quali si aprono due ordini di tre monofore che fanno capire la presenza di una cripta e di un presbiterio rialzato.
L'interno della chiesa è suddiviso in tre navate secondo lo stile lombardo diffuso nelle abbazie benedettine valdelsane. Attualmente la copertura è a capriate lignee a vista mentre prima dei restauri degli anni '60 nelle navate laterali era presente una volta forse realizzata nel XIV secolo.
Il presbiterio è rialzato rispetto al piano della chiesa e vi si accede da una scalinata centrale costruita nel corso di restauri fatti negli anni '50-'60 e al di sotto è situata la cripta. Tra il presbiterio e l'aula era un arco di trionfo che sosteneva un tiburio, inquadrato da lesene e aperto da una monofora, concluso con cupola poligonale, tali manufatti erano ancora esistenti nel 1658. Attualmente è separato dal resto della chiesa da un arco trasversale che presenta una curvatura quasi a ferro di cavallo e una ghiera decorata a denti di sega. Nel presbiterio si inserisce il catino dell'abside dotato di una risega falcata come nelle chiese fiorentine di origine lombarda.
La cripta era a tre navatelle divise da colonnine concluse con capitelli ungulati, come le mensole che si vedono nella muratura, che sostenevano delle volte a crociera.
Nella controfacciata sono collocate due semicolonne dalle quali partono le arcate dopodiché i sostegni successivi sono due pilastri con semicolonne poi seguono due colonne, realizzate a rocchi, poi pilastri quadrilobati senza archi trasversali, poi ancora colonne e infine i sostegni dell'arco di trionfo. Le colonne hanno come basi dei semplici zoccoli svasati mentre le semicolonne dei pilastri presentano una base molto più complessa. I capitelli sono tutti coronati da abachi o pulvini e sono quasi tutti modellati sullo schema ungulato. In alcuni pilastri a fascio nei contorni delle unghie sono presenti decorazioni raffiguranti anelli, croci o fiori mentre nella semicolonna accanto all'absidiola destra sono raffigurati due oranti, uno dei quali indossa una tunica mentre l'altro ha una toga e una pietra verde incastonata dell'occhio.
Il campanile è di notevoli dimensioni e probabilmente nasce come torre difensiva, alla base è presente un portale architravato databile ai primi anni del XIII secolo.
Attorno al vasto complesso dell' abbazia era un sistema di fortificazioni del quale si conserva ancora sul lato d' ingresso un tratto di fossato e di mura in pietra con base a scarpa sormontata da cordone, probabilmente fiancheggiatta dalla parte interna da una strada; nell'angolo sud-ovest si trova un piccolo bastione poligonale, reso quasi invisibile dall'edera che lo ricopre, sormontato da una torretta circolare, presumibilmente più tarda, con feritoia orizzontale alla sommità.

 

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