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San Gimignano

 

San Gimignano si trova sulla cima di un colle a dominio della Valdelsa. Sede di un piccolo villaggio etrusco inziò la sua storia intorno al X secolo. Ebbe grande sviluppo durante il Medioevo grazie alla via Francigena che lo attraversava. Nel 1199 divenne libero comune, combattè contro i Vescovi di Volterra ed i comuni limitrofi, e patì lotte intestine dividendosi in due fazioni: guelfi e ghibellini. L’otto maggio 1300 ospitò Dante Alighieri, ambasciatore della lega guelfa in Toscana. La terribile peste del 1348 ed il successivo spopolamento gettarono San Gimignano in una grave crisi. La cittadina dovette perciò sottomettersi a Firenze.
San Gimignano si è formata attorno ad un più antico nucleo, sviluppatosi poi nei quartieri di San Matteo a Nord e San Giovanni a Sud, racchiusi nella seconda cinta di mura, giunta fino a noi. Il perimetro del nucleo originario, attestato alla rocca sulla vetta della collina, è più o meno chiaramente individuabile, ma solo in alcuni tratti e specialmente a Nord in via dei Marsili e via dei Capassi, a Est verso l'ex convento di San Domenico, attualmente penitenziario, a Sud in via Innocenti è ancora più o meno leggibile la cinta muraria. 
Delle tre porte originarie ben poco è rimasto di quella verso Est, corrispondente all'arco di Santo Stefano in Canova; di quella a Nord restano invece due arconi in pietra ad arco acuto (arco della Cancelleria), posti in serie ed arretrati rispetto alle mura; grandiosa la porta Sud (arco dei Becci), ad arco tondo su mensole concave, sormontata all' esterno da apparato a sporgere in mattoni; dopo la porta le mura vengono avanti a delimitare con un corpo basso ad angolo, con analogo apparato a sporgere, al quale segue, quasi avamposto della porta, il palazzo cugnanesi con la sua altissima torre.
La seconda cinta, di forma irregolare per adeguarsi all'andamento del terreno, si allunga in senso Nord-Sud. In essa si aprono quattro porte: a Nord la porta San Matteo, forse la meglio conservata, con rinfranchi laterali in filarotto, arco acuto senese e apparato a sporgere con mensole in pietra, archi acuti in mattoni e piombatoi, mentre sembra rifatto il coronamento della parte interna; a Sud la porta San Giovanni ad arco tondo sotteso da uno a sbarra e sormontata da una guardiola in mattoni con archetti acuti trilobi in marmo su belle mensole di pietra, forse però frutto di un restauro, mentre più autentica sembrerebbe la parte interna, pure con apparato a sporgere ma assai pi√π semplice; molto restaurata la porta delle fonti verso Est, anch' essa con apparato a sporgere; a Ovest la semplicissima e piccola porta ad arco ribassato di Querecchio. Del tortuoso lato Est delle mura si conservano ampi tratti più o meno abbassati e talvolta anche assai rifatti, in qualche punto con base a scarpa sormontata da cordone; poco prima di porta San Giovanni restano due feritoie orizzontali con piattabanda in mattoni leggermente curva. Il più regolare lato di ponente, in complesso meglio conservato, anche se in qualche tratto fortemente abbassato, e dal quale sporgevano tre torri squadrate (due presso la porta di Quercecchio, una vicina alla porta San Matteo), è stato nel secolo XV rafforzato da cinque torrioni rotondi, facenti parte di un sistema difensivo già piuttosto evoluto, imperniato sulla preesistente rocca. Essi, da quello estremo Nord a quello estremo Sud di questo lato delle mura, sono tutti analoghi, anche se diverso è il loro stato di conservazione e talvolta hanno la base parzialmente interrata; essi sono in mattoni (soltanto il più meridionale ha la base in pietra) con base a scarpa sormontata da cordone in pietra, fusto cilindrico e, al di sopra di un altro cordone, apparato a sporgere di archetti su mensole di pietra, sostituito, in quelli immediatamente sottostanti alla rocca, da quattro finestrelle quasi quadrate incorniciate in travertino; anche nel fusto ed alla base del torrione meridionale, nonché vicino ad esso nelle mura, si trovano analoghe finestrelle orizzontali.
La rocca in forma di castello recinto situata nel punto più alto e a forma di pentagono irregolare, aveva i tre angoli ottusi, che guardavano verso l'esterno, muniti di una torretta anch'essa pentagonale; dalla parte più meridionale delle torrette e della cortina tra le altre due partono due tratti di mura diretti verso Nord-Ovest (con resti di apparato a sporgere verso l' esterno) e Sud-Ovest (fortemente sbassato) fino a due dei torrioni rotondi sulle mura esterne, costituendo in tal modo, demolito il tratto di mura intermedio, una specie di tenaglia, destinata a prendere tra due fuochi gli eventuali assalitori della rocca; nei lati della rocca poi, che restano così esterni alle mura, è tutta una serie di arciere. Anche l'angolo Nord-Est era munito di una torre quadrata, mentre all' estremità meridionale del lato Est sporgeva in fuori, verso la città, un edificio rettangolare, che comprendeva l'ingresso della rocca a mezzo di una porta ad arco ribassato; questa, dopo un lungo passaggio, immette all' interno attraverso un'altra porta analoga, ma a doppio arco, con spazio interposto per la saracinesca.
Nel nucleo più antico della città si concentravano poi le torri e case-torri, che continuano a costituire la caratteristica che rende celebre San Gimignano. Oltre a quella dei Cugnanesi già citata, basta ricordare la torre Grossa nel palazzo del Popolo, la Rognosa, le torri gemelle degli Ardinghelli e quelle dei Salvucci, la torre del Diavolo o dei Cortesi, coronata da mensole in pietra assai sporgenti, la pur altissima casa-torre Pesciolini, già fuori del nucleo più antico, sembra ormai aver perso ogni apparenza di fortificazione, negata dalle amplissime bifore, ora più o meno richiuse, che ne forano totalmente i tre piani.

 

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