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Il Mondo Rurale

Dalla fine del Medioevo agli anni ’60 del ‘900 l’economia di queste terre si è retta su un rapporto tra proprietari terrieri e contadini che, secolo dopo secolo, generazione dopo generazione, ha disegnato il paesaggio.

Le fattorie

All’interno della campagna senese è possibile trovare delle fattorie dove si ha la possibilità di vedere, conoscere, assaggiare e partecipare all’attività di produzione.
E’ il modo per comprendere i metodi di lavorazione contadina che portano alla coltivazione dell’ulivo o alla cura degli vigne.
Gesti provenienti da un tempo lontano, ma che ancora adesso guidano alla conoscenza di quel lavoro che fa giungere poi, sulle nostre tavole, la frutta, la verdura, il latte, l'olio extra vergine di Oliva e il vino.
Cibi sani e naturali da gustare e da assaporare.

▼ Viaggio nelle Emozioni

Museo della Mezzadria…

Museo della Mezzadria

All’interno del Museo un allestimento multimediale consente di conoscere tutte le figure che hanno partecipato alla configurazione del paesaggio attraverso la produzione. E’ possibile sapere di più del “padrone”, del contadino, del fattore e della massaia.

Negli spazi del Museo sarà possibile ascoltare le novelle di un tempo. E così quella storia, verrà ancora di più arricchita dalla tradizione orale, testimonianza tramandata per via diretta di quell’esperienza di vita.

Il Museo offre molti approfondimenti didattici per le scuole.

Museo della Mezzaadria Senese
Tinaia Del Taja - 53022 Buonconvento
Tel 0577 809075

Per approfondire: www.museomezzadria.it - www.museisenesi.org

Le fattorie fortificate

Paesaggi diversi ed un unico filo conduttore: le Grance, le fattorie fortificate che custodivano i raccolti e le riserve alimentari dell'antico Spedale del Santa Maria della Scala a Siena, quando l'Istituzione era, oltre che ospedale, rifugio per i pellegrini e orfanotrofio, anche una potenza economica, grazie alle donazioni, soprattutto di terreni.
Lo stemma del Santa Maria, una scala sormontata da una croce, segnerà tutte le Grance che si incontrano su questo interessantissimo itinerario, da Cuna, in Val d'Arbia, forse la più esemplare Grancia dal punto di vista architettonico, a Serre di Rapolano, dove la Grancia è oggi museo dedicato proprio alla storia e alle attività delle Grance, a Montisi, la cui Grancia è inglobata nel paese, fino a Castelluccio e Spedaletto.

▼ Viaggio nelle Emozioni

Museo della Grancia…

Museo della Grancia

La Grancia di Serre di Rapolano rappresenta una delle più importanti strutture medievali che l’ospedale Santa Maria della Scala ha costruito nel territorio, risalente alla fine del XIII secolo, sebbene abbia subito nel tempo alcune modifiche. La funzione della fattoria agricola viene qui ripresa e riproposta in chiave museale, dove è possibile inoltre seguire un percorso dedicato al ciclo dell’olio nella cultura mezzadrile. 

Il Museo offre approfondimenti didattici per le scuole.

Museo della Grancia 
Serre di Rapolano - 53040 Rapolano Terme 
tel 0577705055 - fax 0577 705682

Per approfondire: www.museisenesi.org

Santa Maria della Scala…

Santa Maria della Scala

Il Santa Maria della Scala era un antico ospedale sorto, tra i primi in Europa, nel medioevo, come ristoro e rifugio per i pellegrini che, sulla via Francigena, si recavano a Roma.
Ora è un grande spazio museale, dove sono raccolti il museo archeologico, diverse mostre permanenti e non, laboratori di restauro.
Una bellissima serie di affreschi, alle pareti della sala detta del Pellegrinaio, racconta, per immagini, la storia dell’ospedale: una fonte inesauribile di notizie sulla società dell’epoca e sugli “albori” dell’attività medica e dell’ “assistenza sociale”.

I piccoli visitatori saranno affascinati dal lavoro di carpentierimanovali muratori, dall’osservazione degli abiti dell’epoca: semplici quelli degli artigiani e dei poveri pellegrini, ricchissimi di particolari lussuosi quelli di nobili, cavalieri e dame, dalle calzature ai cappelli.
Saranno divertiti dai consulti medici, dalla distribuzione del pane ai pellegrini, dalla storia dei “gettatelli”, gli orfani che venivano lasciati al Santa Maria e seguiti per tutta la crescita -dalla balia che li allattava, all’istruzione- fino al matrimonio concluso, per le femmine, grazie alla dote offerta dall’Istituzione.

Il Santa Maria della Scala si manteneva grazie a doni e lasciti di famiglie ricche e, molto spesso, le donazioni erano terre e possedimenti nel territorio. Proprio come i monasteri o le ville e castelli, il Santa Maria aveva le sue terre e contadini che le avoravano: in tutte le Terre di Siena sono molti gli edifici con lo stemma della “scala”, -simbolo dell’ospedale, a segnarne la proprietà- e i più conosciuti e riconoscibili sono le Grance, i grandi, e spesso fortificati con lo scopo di difendere il raccolto, magazzini del grano e di altri prodotti delle campagne.

Il Museo offre approfondimenti didattici per le scuole.

Complesso Muuseale Saanta Maria della Scala
Piazza Duomo, 53100 Siena
Tel 0577 224811 - Fax 0577 224829

Per approfondire: www.santamaria.comune.siena.it - www.museisenesi.org

Le fattorie didattiche

Le Fattorie Didattiche sono Aziende agricole, agrituristiche e non, che hanno processi agricoli in armonia con l'ambiente: il pascolo naturale e la produzione del latte e dei formaggi o la tosatura e la lavorazione della lana, i frutteti di antiche varietà, il compostaggio e il rispetto della fertilità degli animali, l’impollinazione naturale e il ciclo del miele, la cura e la conservazione di siepi e stagni presenti in azienda, la coltivazione delle erbe officinali ed altro ancora.
La Fattorie Didattiche ospitano programmi di didattica ambientale sia residenziali, con durata di alcuni giorni e alloggio in fattoria, che giornalieri o di poche ore.
Sono aperte a bambini e ragazzi di tutte le età e dedicate particolarmente alle scuole.
Per approfondire: www.fattoriedidattiche.provincia.siena.it

I laboratori del gusto

Alcune ricette tipiche della cucina senese, di facile esecuzione anche per i bambini. La cucina senese ha origini “povere” e contadine, è fatta di prodotti semplici: si usava, stagionalmente, quello che offriva la terra.
Fatele preparare ai vostri bambini... le ricette sono molto facili e si divertiranno!

▼ Viaggio nelle Emozioni

Cultura e Sapori…

Cultura e Sapori

Nelle Terre di Siena l’Agroalimentare è un sistema ricco di cultura e di sapori fatti di una storia millenaria e caratterizzato da una qualità riconosciuta, tutelata e garantita dai più severi e prestigiosi marchi di prodotto

Qualità e storia che si possono ritrovano nelle profumate ricette della tradizone senese o nelle ricercate proposte dei ristoranti e delle enoteche presenti sul territorio.

Per approfondire: www.agricultura.terresiena.it

Museo del Tartufo…

Museo del Tartufo

A San Giovanni d'Asso, ponte naturale tra le Crete e la Val d’Orcia - centro ricco di casali, borghi e castelli - è stato recentemente inaugurato il primo Museo italiano del Tartufo. Scenario di questo intervento sono i sotterranei del trecentesco Castello di San Giovanni, 250 metri quadrati per un viaggio che comincia con uno scandaglio della cultura europea. 
E’ infatti “il mistero del tartufo”, alimentato da stregoneria, scienza ed erotismo, il primo tema affrontato nel percorso di visita: dalla leggenda che lo voleva originato da un fulmine alla definizione scientifica vera e propria, il visitatore coglie in un colpo d’occhio i momenti storici in cui il pregiato tubero ha fatto parlar di sé nella società occidentale. 
A seguire, la prima delle coinvolgenti esperienze sensoriali offerte dal Museo, in un continuo gioco attraverso percorsi che hanno per protagonista il tatto indagando in alcuni orci, l’udito distinguendo i passi del cane da ‘cerca’ o il rumore del vanghetto, il gusto attraverso piccoli assaggi, e infine il cosiddetto “odorama”, vera giostra dedicata all’olfatto. 
Alla vista è poi riservata una ricostruzione a grandezza umana del tartufo stesso, accompagnata da contributi multimediali dedicati all’habitat naturale; simili tecnologie arricchiscono anche l’ultima sezione del museo, un curriculum culinario che riproduce una mensa contadina e una altoborghese e indaga le tecniche di raccolta, conservazione e di impiego in cucina. 
Chiude il percorso il centro documentazione, in cui si raccolgono per via interattiva le varie conoscenze implicite nella visita grazie a interessanti laboratori.

Il Museo offre approfondimenti didattici per le scuole.

Per approfondire: www.museisenesi.org

Piazza Gramsci 1 (Castello Comunale) 
53020 San Giovanni d’Asso 
Tel. 0577 803268 
Cell. 340 6452336 
Fax 0577 803101

Le Ricette…

Le Ricette

Fatele preparare ai vostri bambini... è facilissimo e si divertiranno!

LE MERENDE DI UNA VOLTA

Provate, al posto delle “merendine” confezionate, queste merende nutrienti e saporite.

In periodo di olio nuovo non c’è niente di meglio che una fetta di pane (rigorosamente senza sale) unta con l’olio, una goccia d’aceto e un pizzichino di sale.

Per i più golosi e per un primo assaggio di vino, la fetta di pane può essere “macchiata” con vino rosso e cosparsa di zucchero: una delizia!

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LA PANZANELLA

Vi occorrono: pane casalingo raffermo, pomodoro abbastanza maturo, basilico, olio buono, sale e pepe, cipolla

Prendete il pane (non salato!) avanzato, anche da diversi giorni, e mettetelo a bagno in una bacinella con dell’acqua. 
Quando è bagnato bene, e si è bevuto l’acqua, strizzatelo con le mani (pulite!) sbriciolandolo in una zuppiera o insalatiera. 
Aggiungete i pomodori tagliati a pezzetti piccoli, tante foglie di basilico, la cipolla (se vi piace) tagliata fine. 
Condite con abbondante olio extravergine di oliva, salate e pepate. 
Mescolate tutto e fate riposare un po’ prima di mangiarlo.

La panzanella è un piatto semplicissimo, fatto di pochi ingredienti ma, se sono buoni….sentirete che profumo e che sapore!!!!

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LA PAPPA AL POMODORO

Vi occorrono: pane casalingo raffermo, aglio, pomodoro maturo, basilico, brodo, sale se occorre, pepe

Fate soffriggere l’aglio in una casseruola, (l’ideale sarebbe un tegame di coccio), e toglietelo quando comincia a scurire. Fate insaporire i pomodori per circa 5 minuti nell’olio. 
Aggiungete il pane tagliato a pezzetti, il basilico e un altro spicchio d’aglio (se vi piace), poco sale e poco pepe. 
Quando il pane è insaporito bene bene, iniziate a versare il brodo aggiungendolo, via via, durante la cottura. 
Il pane deve bollire in tutti gli ingredienti e assorbirli. 
Quando la pappa ha preso la consistenza di una crema densa (e un po’ bozzolosa perché il pane non deve disfarsi completamente) e, assaggiandola, vi sembra saporita vuol dire che è pronta. 
Sentirete che bontà!

Anche in questo caso gli ingredienti sono pochi e semplici. 
Se il brodo che aggiungete è molto saporito, non mettete sale prima…siete sempre in tempo ad aggiungerlo alla fine.

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UOVA RIPIENE

E’ un piatto che si usa molto nei pranzi pasquali, come antipasto, ma può essere un secondo piatto leggero e sfizioso per la cena.

Vi occorrono: 1 uovo per ogni persona, tonno in scatola, un’acciuga (alice) sotto sale lavata e pulita, prezzemolo, capperi, olive nere, olio se occorre

Lessate le uova (a Siena si chiamano uova sode) che devono risultare molto ben cotte. 
Sgusciatele senza far danno al bianco. 
Dividetele in due e svuotatele del tuorlo. 
Mettete da parte tutti i bianchi che risulteranno come piccole vaschettine. 
Frullate tutti i tuorli insieme a pochi capperi, al tonno, all’acciuga e un po’ di prezzemolo.

Aggiungete un po ’ d’olio se l’impasto risulta troppo denso. 
Riempite l’incavo dei bianchi con la crema ottenuta formando una cupoletta. Guarnite con mezza olive nera e un ciuffetto di prezzemolo o con altri ingredienti colorati (sottaceti per esempio) suggeriti dalla vostra fantasia.

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IL CASTAGNACCIO

Un dolce tipico dell’inverno. A Siena si mangia in occasione di Santa Lucia 

Vi occorrono: farina di castagne, pinoli, noci sgusciate, acqua, sale, rosmarino, olio, uvetta se vi piace

In una insalatiera o grande scodella mettete la farina di castagne e iniziate a diluirla con l’acqua mescolando sempre perché non si formino grumi. Quando avrete ottenuto un impasto abbastanza liquido (che scivoli sulla forchetta), aggiungete un pizzico di sale, un pochino d’olio, i gherigli di noce, i pinoli e poca uvetta se vi piace. 

Ungete la teglia del forno, rovesciateci tutto l’impasto distribuendolo bene, aggiungete qualche rametto di rosmarino e ancora qualche goccia d’olio. Infornate a forno ben caldo. Quando il castagnaccio sarà diventato marrone scuro e avrà un aspetto croccante toglietelo dal forno. E’ buono anche mangiato tiepido.

 

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