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Benvenuto nelle Terre di Siena

In lucem veniet

Il pavimento del Duomo di Siena splende di nuova luce 

Scopertura straordinaria 2018
27 giugno – 31 luglio
18 agosto – 28 ottobre

In lucem veniet”verrà alla luce, proferisce la Sibilla Cumea, rappresentata in una delle tarsie del Pavimento del Duomo di Siena che sarà rivelato, con scopertura straordinaria, a partire dal prossimo 27 giugno. La raffigurazione della Cumea, assegnata a Giovanni di Stefano, utilizza il testo della profezia sibillina in cui il Figlio di Dio appare come il Redentore, che dopo aver sconfitto la morte, porta la salvezza al genere umano tornando alla luce della Resurrezione.

Il 27 giugno serata inaugurale per la scopertura del Pavimento introdotta da “un’opera luminosa” curata da Marco Nereo Rotelli che, con la sua cifra stilistica, capace di rendere visibile la parola come figura, ha ideato un percorso visivo dove arte, musica scrittura interagiscono dando voce alla facciata. 

D’altra parte nel Duomo di Siena le parole si compongono come un mosaico sia nella facciata che nel prospetto. Nella facciata, che in questa notte sarà protagonista, le statue, raffiguranti Sibille, Profeti, simboli degli Evangelisti, concepite in origine da Giovanni Pisano dialogheranno fra loro per annunciare la venuta del Cristo grazie a una vergine ebrea. L’installazione luminosa proposta vuole rendere la facciata e l’interno della cattedrale con un percorso luminoso a suo modo inedito. Con la luce è possibile offrire una motivazione nuova al visitatore. Si va a guardare il pavimento del Duomo da tutto il mondo avendo cognizione di essere di fronte a qualcosa di unico. Le parole della Sibilla hanno sensi estesi e mettono in reale relazione l’interno con l’esterno. La meraviglia del Duomo di Siena si animerà così per una notte come una metafora vivauna pagina magica di poesia che induce alla bellezza.

Durante la serata “l’opera di luce” sarà accompagnata dalle musiche di Gianluca Littera, uno tra i pochissimi solisti al mondo a proporsi con l’armonica cromatica sia in ambito classico sia in ambito jazz, e dalle parole dei profeti, filosofi e sibille che, in quella occasione, prenderanno voce e “parleranno” agli spettatori. Il fiato, l’origine della parola che giunge dalla profondità dell’essere, e la luce, l’origine della visione, sono i fondamenti di un’opera capace di creare nello spettatore quello stato che costituisce la matrice dello stupore.

Viste con occhi nuovi e con mente aperta, le porte del Duomo si spalancheranno a fine installazione accompagnate da un canto gregoriano, la quintessenza della musicalità del verbo. Dall’emozione della luce della facciata si passerà alla luce dell’emozione donata all’interno del Duomo: lo splendore delpavimento musivo ‘acceso’ seguendo quasi una drammaturgia. Le sibille appariranno una alla volta quasi un’entrata in scena o più precisamente un’entrata nel cuore di Siena.

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