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La Val di Chiana ha confini sfumati come la lievità delle sue albe, come il rosseggiare dei tramonti che si riflettono nel mare immoto delle Crete, biancane di raro fascino, negli orridi dell’Orcia, che baluginano sugli specchi d'acqua di Chiusi e Montepulciano, che s'inabissano nel mistero profondo della civiltà etrusca ad esplorare il labirinto di Porsenna, che rimbalzano sulle asperità del Cetona e infine sgorgano vitali nelle fonti di Chianciano Terme e San Casciano dei Bagni.
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Scoprire la bellezza delle Terre di Siena con un mezzo e una velocità d’altri tempi. Il Trenonatura porta davvero indietro nel tempo: questa è l’impressione che resterà nella mente di chi avrà la possibilità di compiervi almeno un viaggio. |
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Gli etruschi sono nel nostro DNA; e non è un modo di dire, visto che le fattezze di tanti volti rappresentati su urne cinerarie e dipinti tombali sono straordinariamente identiche a quelle riconoscibili nei volti di tanti di noi.
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I chiari, così chiamati dagli abitanti della Val di Chiana, sono il lago di Chiusi e quello di Montepulciano. E il motivo è presto spiegato; basta gettare uno sguardo da uno dei tanti paesi che si affacciano sulla vallata, puntare verso oriente, ed ecco apparire il chiarore, appunto, dei due laghetti, due piccoli veli d’acqua posati come due specchi di presepe in mezzo alla campagna.
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La civiltà di un popolo non si manifesta solamente attraverso la pittura, la letteratura o la musica, ma anche, per non dire soprattutto, attraverso la cultura della buona tavola.
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I borghi e le cittadine della val di Chiana, sembrano disposti secondo uno schema preciso, quasi matematico, che li vede posti a cinque chilometri, o poco più, l’uno dall’altro. Si ha appena il tempo di riprendersi dall’emozione di quanto appena visto in questa o quella cittadina, che l’impatto con le linee purissime di un’altra cattedrale o di un’altra piazza, ci assale di nuovo.
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Gli Etruschi ne scoprirono per primi gli effetti benefici e legarono i loro culti alle acque sorgive, qui presenti dappertutto. Acque gelide, perché provenienti dalle vette delle alture boscose; acque tiepide, scaturite dal ventre delle colline; acque bollenti, testimonianza viva e perenne di un sottosuolo vivo e ardente come quello del monte Amiata, a due passi, antico vulcano dal cuore ancora battente.
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