
"Però che come sulla cerchia tonda Monteriggioni di torri si corona, così'n la proda che 'l pozzo circonda torreggiavan di mezzo la persona li orribili giganti, cui minaccia Giove dal ciel quando tona." Già Dante Alighieri descrivendo nel XXXI canto dell'Inferno tra lo stupito e l'impressionato, la maestosa cinta muraria di Monteriggioni, individua la presenza svettante di torri in tutta la val d'Elsa.
Da San Gimignano, città delle belle torri (un tempo se ne contavano 72) a Casole d'Elsa dove ancora si ammira la torre della Rocca e quella di Monteguidi fino alle turrite dimore di Poggibonsi, del Castello di Badia. Ma è soprattutto Monteriggioni che rappresenta l'esempio più suggestivo di cerchia muraria ancora intonsa. E' una corona, o meglio è la Corona che nelle vecchie 100 Lire cingeva la testa d'Italia; edificata tra il 1212 e il 1219, rappresenta il tentativo di fortificazione senese posto a controllo della via Francigena per contrastare la continua espansione fiorentina.

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