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Pienza

pienzanottePio II e la sua città ideale
Nel castello medievale di Corsignano nasce, nell’ottobre del 1405, Enea Silvio della nobile famiglia Piccolomini; la famiglia, a lungo protagonista della vita politica ed economica di Siena, era stata costretta a rifugiarsi in Val d’Orcia nella metà del ‘300, per motivi politici.

Di ingegno vivacissimo e versatile e amante dei viaggi, il giovane Enea prende presto la via dei circoli umanistici delle città italiane, da Siena a Firenze, Padova, Ferrara e Milano e poi dei luoghi del grande dialogo europeo: il concilio di Basilea, la corte imperiale e quella romana. Diventa esperto di studi classici e giuridici, poeta e letterato, fine diplomatico e squisito oratore: un vero uomo del Rinascimento.

A 40 anni, dopo una vita movimentata ed intensamente vissuta, inizia una rapida carriera ecclesiastica, che lo porterà a diventare vescovo di Trieste, poi di Siena, cardinale e infine, nel 1458, papa col nome di Pio II.
Il nuovo pontefice è un entusiasta della bellezza della natura e dei segni dell’antichità ed è animato dalla speranza di scoprire forme nuove e perfette per far rinascere la sapienza antica. L’utopia umanistica della rinascita della civiltà classica, di una nuova armonia fra natura e storia, sembra sul punto di attuarsi.

Pio II, rimasto innamorato dei luoghi natii, degli ampi spazi della Val d’Orcia e dell’Amiata, che descrive poeticamente nei “Commentarii”, vuole che Corsignano divenga un laboratorio per dare forme costruite all’utopia della città ideale.

E all’improvviso, generata “da un pensiero d’amore e da un sogno di bellezza” (come dirà Giovanni Pascoli) nasce Pienza, la città di Pio: sognata dal papa, ispirata dal Leon Battista Alberti, progettata e realizzata dal Rossellino nel volgere di appena tre anni, dal 1459 al 1462.

 

 

Monumenti e fede 

La Val d'Orcia, come tutta la Toscana, è celebre in tutto il mondo come simbolo di civiltà laica. Anche le più piccole comunità sono gelose della loro indipendenza, le questioni della politica locale si discutono animatamente in ogni dove. Tra i colli e i cipressi della Val d'Orcia, però, passa una delle più importanti "vie della fede" d'Europa. Intorno a essa, nel Medioevo, sono sorte chiese e abbazie di straordinario fascino.

 

 

 

La Collegiata di San Quirico 

La Collegiata, edificio costruito in stile romanico sui resti di un’antica pieve, presenta all'esterno tre portali diversi tra loro per stile e per conformazione.

Il primo, progettato secondo i canoni dell’architettura romanica, è costruito in pietra arenaria e travertino, il secondo edificato nel 1288, presenta sculture di notevole interesse artistico, il terzo ha uno stile tra il romanico ed il gotico.

 

 

Abbazia di Sant'Antimo 

E’ stato Carlo Magno, secondo una tradizione non confermata dagli storici, a ricevere tra il 774 e il 781 da papa Adriano I le reliquie di San Sebastiano e Sant’Antimo e a fondare in loro onore uno dei più importanti monasteri della Toscana. Anche se il re dei Franchi (e futuro imperatore) non si è fermato in Val d’Orcia, è certo che l’abbazia di Sant’Antimo era già officiata nell’814.

 

 

 

 

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