1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer

JOIN THE NEWSLETTER
Back to Home

Trekking Urbano

Il Trekking Urbano è un nuovo modo di fare turismo, meno strutturato e lontano dai circuiti tradizionali. È una forma di turismo sostenibile, più libero e ricco di sorprese che privilegia gli angoli più nascosti e meno noti delle città d´arte italiane.
Il Trekking Urbano è uno sport dolce, adatto a tutte le età. Gli itinerari sono differenziati per lunghezza e per difficoltà al fine di poter essere percorsi sia da persone allenate che da trekker meno esperti.
Ogni momento dell’anno è adatto per provare l’esperienza del Trekking Urbano. Di giorno o di notte, d’estate o d’inverno. A differenza del trekking praticato nei campi e nei boschi, infatti, quello in città può essere praticato, seguendo gli itinerari proposti, con qualsiasi condizione meteorologica e in qualsiasi momento della giornata.
Siena è capofila, da oltre 10 anni, di questo progetto che ha coinvolto molte città italiane e che, il 31 ottobre di ogni anno, celebra la “giornata del trekking urbano”, offrendo visite speciali e nuovi percorsi.
Diversi sono i percorsi urbani offerti da Siena a trekker di tutte le età: camminare nella storia, nella natura, nell'arte, sarà un piacere per tutti!

 

I Percorsi:

 

Cercando i sapori dei nostri nonni

Informazioni sul percorso
Tempo di percorrenza: 2 ore
Lunghezza: km 5
Difficoltà: media
Punto di partenza: Piazza del Campo
Punto di arrivo: Piazza del Campo

 

Se effettui questo percorso potrai visitare il Santa Maria della Scala, le Stanze Segrete di Palazzo Pubblico e il Teatro Comunale dei Rinnovati. Scopri le proposte speciali formulate per te in occasione del decennale del trekking urbano consultando il programma scaricabile dal sito!

Via Santa Caterina
Dalla Costarella dei Barbieri si accede a Via di Beccheria, antico luogo di macellazione della carne. Attraversiamo, poi, Via Diacceto, la strada dove gli alimenti venivano conservati nel ghiaccio, “diaccio” per noi senesi. Sotto gli archi di Via della Galluzza scendiamo fino alla Fonte di Fontebranda e risaliamo costeggiando la casa di Santa Caterina. Secondo la leggenda la sua casa conteneva una botte miracolosa che spillò vino per sei mesi mentre doveva durare venti giorni. Tutta la zona è ricca di vinai e di osterie.
Via Banchi di Sopra
Dall’Arco dei Pontani si arriva in Banchi di Sopra. E’ il “corso” della città, la strada dove, fino all'inizio del Novecento, pullulavano i caffè, i locali più eleganti. Entriamo in Via dei Rossi e percorriamo, poi, via del Refe Nero, via del Moro, vicolo al Vento, fino ad arrivare al Castellare degli Ugurgieri, i vicoli dove passeggiava Cecco Angiolieri (1260-1312), il poeta senese della donna, della taverna e del dado.
Via Salicotto
Si scende via delle Donzelle e si ammirano le Logge del Papa per poi attraversare il Ghetto. Arriviamo in Via Salicotto: forse era la zona di produzione degli insaccati, da “salato” e “cotto”. Da Via di Pescheria, dove un tempo si vendeva il pesce, scendiamo le scale fino a Piazza del Mercato, luogo di commerci fin dall'epoca medievale.
Piazza del Duomo
Percorrendo gli stretti vicoli della Contrada Capitana dell’Onda, si arriva al vicolo dei Percennesi dove scopriremo i resti di una singolare mescita di vino “take away” medievale, e gli unici merli ghibellini (a coda di rondine) ancora visibili a Siena. Si sale la Costa Larga e Via del Castoro per arrivare in Piazza del Duomo dove si trova il Complesso Museale del Santa Maria della Scala, l’antico Spedale (1090) che offriva ricovero e ristoro a orfani, malati e pellegrini. Scendiamo verso Piazza ed in cima al Vicolo del Bargello vediamo il profilo della Torre del Mangia.


Camminando all’indietro - Alla ricerca di luoghi, mestieri, sapori e suoni del tempo perduto

Informazioni sul percorso
Tempo di percorrenza: circa 3 ore
Lunghezza: km 3
Difficoltà: facile
Punto di partenza: Porta Camollia
Punto di arrivo: Santa Maria della Scala

 

Se effettui questo percorso potrai visitare la Biblioteca Comunale degli Intronati e il Santa Maria della Scala. Scopri le proposte speciali formulate per te in occasione del decennale del trekking urbano consultando il programma scaricabile dal sito!

Porta Camollia
All’esterno della porta si legge il motto con cui Siena accoglie ogni visitatore: COR MAGIS TIBI SENA PANDIT - Siena ti apre il cuore più delle sue porte.
Chiesa di San Pietro alla Magione
Proseguendo lungo Via Camollia giungiamo alla Chiesa di San Pietro alla Magione (X sec.). I Cavalieri del Tempio costruirono attorno alla chiesa la vera “Magione” – maison – ovvero una casa con portico e mura di cinta. Successivamente i Cavalieri di Malta ampliarono il complesso.
Via Camollia
Un tratto dell’antica Via Francigena, la strada che collegava Roma al nord Europa, inglobata nelle mura cittadine. Grazie al continuo passaggio di mercanti, cavalieri, pellegrini, lungo la strada sorsero ospedali, taverne e numerose botteghe di artigiani presenti ancora oggi. Percorrendo Via Montanini e l’ultimo tratto di Banchi di Sopra, si scende per Costa dell’Incrociata, fi no a Via della Sapienza, dove al civico 5, troviamo la Biblioteca Comunale.
Biblioteca Comunale degli Intronati
La Biblioteca occupa l’antico edifi cio della Misericordia divenuto poi sede dell’Università. Nel Salone storico, allestito dopo il 1758, è possibile ammirare alcuni tesori qui conservati, come manoscritti, incunaboli, disegni e stampe. Attraversando la Sala dei Periodici si passa nel Vicolo della Sapienza – una strada urbana medievale - dove è stata allestita la biblioteca pubblica a scaffali aperti, con la biblioteca dei bambini e dei ragazzi.
Vicolo delle Carrozze - Via di Diacceto
Percorrendo Via delle Terme, si attraversa Piazza Indipendenza e si accede in Via Diacceto Un tempo ci venivano conservati blocchi di neve (ghiaccio - diaccio) all'interno di buche scavate nel tufo. Sulla destra, si apre Via della Galluzza - in passato sede di commercio di polli e altri volatili - con i suoi otto archi che collegano le case ai lati della via. Dal Ponte di Diacceto (1175) si può ammirare uno stupendo panorama della Basilica di San Domenico. Proseguendo, entriamo nel Vicolo delle Carrozze, uno dei vicoli più suggestivi di Siena dove avvenivano “brutte e disoneste cose”.
Santa Maria della Scala
Da Via Franciosa, entriamo in Piazzetta della Selva e saliamo per il Vicolo di San Girolamo, fi no a Piazza Duomo. Si affaccia sulla Piazza l’antico Spedale del Santa Maria della Scala (XI sec.), fondato per accogliere viandanti, pellegrini e sostenere poveri e fanciulli abbandonati. Nella Sala del Pellegrinaio gli affreschi di Domenico di Bartolo (1444) illustrano la storia e le funzione dello spedale. Scendendo tra vani e cunicoli si giunge al Chiasso di Sant’Ansano. Si tratta di una vera e propria strada urbana medievale, rimasta sigillata per secoli. Nata a cielo aperto, alla fi ne del ‘400 la strada venne coperta con volte per essere inglobata interamente dallo Spedale. I lavori di restauro hanno riportato alla luce molti elementi tipici delle murature medievali come portali, archi e buche pontaie.


Alla scoperta di panorami mozzafiato

Informazioni sul percorso
Tempo di percorrenza: 6 ore di percorso e 1 ora di pausa
Lunghezza: Km 8
Difficoltà: Difficile
Punto di partenza: Fontebranda
Punto di arrivo: Vicolo del Tiratoio

 

Fontebranda - Parco delle Rimembranze
Fontebranda è l’antica fonte celebrata da Dante, che attribuiva alla sua acqua la “bessaggine”, cioè la pazzia dei senesi. La Fonte, iniziata nel 1193, aveva solo un arco a cui, successivamente, furono aggiunti gli altri due. Fin dal medioevo questa zona è stata la sede di insediamenti artigiani e successivamente dei macelli pubblici. Saliamo adesso la scalinata sotto al dirupo tufaceo che sostiene la Basilica di San Domenico. Il tragitto è piuttosto ripido e richiede un po’ di allenamento. In passato il Vicolo di Camporegio era un semplice viottolo sterrato detto Costa del Serpe, probabilmente dalla presenza dei serpenti tra la vegetazione spontanea che ricopriva la scoscesa. Ci troviamo davanti alla chiesa di San Domenico (sec. XIII), ricca di capolavori artistici, e dove è conservata la reliquia della testa di Santa Caterina da Siena. Proseguiamo fino ad una ‘terrazzà da cui possiamo godere di una vasto panorama: a sinistra domina l’imponenza del convento e della Basilica domenicana mentre sullo sfondo spicca il Duomo. Ci troviamo nell'elegante quartiere di San Prospero, ricco di villette in stile Liberty e abbellito dal Parco delle Rimembranze. Ogni albero piantato ricorda un caduto della Prima Guerra Mondiale. La sosta è allietata anche dagli spettacolari giochi della fonte e dalle panchine d’acqua.
La Fortezza
Passando per Via Vittorio Veneto e Via della Vecchia, accediamo alla Fortezza Medicea. Dall'alto dei bastioni dell’imponente fortezza cinquecentesca si gode di una bellissima vista sulla città medievale e sui campi che la circondano. Nei sotterranei-cantine tutti a volte di mattoni, c’è l’Enoteca Italiana, che promuove mostre, manifestazioni e convegni sul vino in tutto il mondo. All'interno della Fortezza si trova anche Siena Jazz, una delle scuole di musica jazz più importanti d’Europa.
Via Camollia
Attraversiamo la Lizza, curviamo in Via del Romitorio e poi saliamo Via di Fonte Giusta per giungere in Camollia. E’ il primo tratto del tracciato urbano dell’antica via Francigena, che univa il nord Europa a Roma. Lungo la strada fiorirono numerose botteghe, banchi dei cambiamonete, taverne, scuderie e spedali. I pellegrini di passaggio a Siena, stanchi del viaggio, potevano riposare alla Magione, mentre la chiesa di S. Pietro, offriva loro il conforto per lo spirito. La chiesa (di cui abbiamo notizia dal 998) conserva ancora la facciata romanica del secolo XIII. All'inizio di Via Campansi si gode di un vasto panorama sui colli del Chianti, costeggiati da ville e poderi e il profilo della Basilica dell’Osservanza. Via Montanini e Vallerozzi Proseguiamo per Via del Pignattello. Nel Medioevo questa strada era popolata dai vasai che producevano le pignatte, piccole scodelle di ceramica o terracotta che, munite d’olio e di stoppino, erano usate per l’illuminazione delle abitazioni. Voltiamo a sinistra in Via degli Umiliati per giungere al cancello di Villa Rubini. Percorso il vialetto pergolato da piante di vite arriviamo ad una terrazza da cui si domina la città: dalla Basilica di San Francesco lo sguardo si sposta verso la mole della cupola di Provenzano. Dietro la Rocca Salimbeni fa capolino la Torre del Mangia, mentre sulla destra sbuca il Facciatone del Duomo. Consigliamo un po’ di relax nel giardino ottocentesco della villa, che si sviluppa sotto le querce, tra viottoli, scalette, muretti in ciottolato e fontane di rocce spugnose. Arrivati in Via dei Montanini, che prosegue il tratto urbano della via Francigena verso sud, scendiamo il ripido pendio di Vallerozzi verso Pian d’Ovile (un tempo luogo abitato da pastori e frequentato da greggi). Prendiamo a sinistra il chiasso coperto detto Via del Lavatoio, facendo attenzione ai gradini. Era il percorso usato dalle massaie della parte alta di Vallerozzi per scendere alla Fonte Nuova d’Ovile a lavarvi i panni. La fonte gotica (fi ne del XIII secolo), riconoscibile dai grandi archi a sesto acuto, venne subito chiamata Fonte Nuova per distinguerla dalla più antica Fonte d’Ovile che si trova appena fuori l’omonima Porta.
Piazza San Francesco
Passiamo davanti all'abside della chiesa di San Rocco Confessore (fine XV sec.) dove vediamo la fontanina per il battesimo contradaiolo della Contrada della Lupa. Proseguendo per Via Vallerozzi arriviamo a Porta d’Ovile (XIII secolo) per prendere la ripida Via del Comune, una delle strade più pittoresche di Siena con le case addossate le une sulle altre come una gradinata. In cima alla ripida salita si può sostare approfittando della panchina della fontana della Contrada del Bruco. Dentro la grotta è la statua di Barbicone, il brucaiolo che nel 1371, capeggiò la rivolta degli scardazzieri (i più umili lavoratori dell’Arte della Lana) contro il governo dei Dodici. Arrivati in Piazza San Francesco, osserviamo la chiesa francescana (sec. XIII) all'interno della quale sono conservate, oltre a numerose opere d’arte, le Sacre Particole, che si mantengono intatte da quasi tre secoli. Sulla piazza si affaccia anche l’Oratorio di San Bernardino, costruito nel luogo dove il Santo (1380-1446) predicava ai fedeli mostrando la tavoletta col sole raggiato e le lettere “IHS” (abbreviazione del nome di Gesù in greco). Divenne allora usanza mettere questo simbolo sopra le porte delle case, delle chiese e degli edifici pubblici per ottenere la protezione di Cristo. L’oratorio ospita anche il Museo Diocesano di Arte Sacra.
Basilica di Santa Maria di Provenzano
Scendiamo nel Vicolo del Fontino, un chiasso coperto in cui recentemente è stata ritrovata una Fonte costruita nel XVI secolo per le necessità dei pellegrini che andavano a visitare la cosiddetta ‘Casa dei Miracoli’ in Provenzano. Si racconta che in una casa di questo povero rione, fosse murata una Pietà, (una Madonna con Gesù Morto sulle ginocchia) in terracotta smaltata, collocata da Santa Caterina da Siena. Il 2 luglio 1552 un soldato spagnolo sparò alla terracotta. Rimase soltanto il busto della Madonna. La devozione dei Senesi fu tale, che i miracoli non tardarono ad arrivare. Si decise così di costruire un santuario che conservasse la sacra immagine. La Basilica di Provenzano fu solennemente consacrata il 23 ottobre 1611, con la collocazione della terracotta della Vergine sull'altare maggiore. Il Palio del 2 Luglio viene corso in onore della Madonna di Provenzano.
Castellare degli Ugurgieri
Saliamo Via Lucherini, proseguiamo per Via Sallustio Bandini e da Via San Vigilio entriamo all'interno di una suggestiva piazzetta triangolare che un tempo era il cuore del castellare della nobile famiglia senese degli Ugurgieri. Proseguiamo per Piazza Tolomei. Tra i vicoli della Torre e del Coltellinaio domina l’elegante Palazzo Tolomei costruito in pietra grigia e ingentilito da bifore. Davanti al nobile Palazzo si trova la Chiesa di San Cristoforo (XI secolo).
Via delle Terme - Vicolo del Tiratoio
Proseguiamo verso Via delle Terme, dove in epoca romana dovevano esserci degli edifici termali, per giungere in Via di Città , la strada che conduceva al nucleo antico di Siena, Castelvecchio. Arrivati alla ripida Costarella dei Barbieri si apre davanti ai nostri occhi una delle più spettacolari vedute della città: Piazza del Campo incorniciata da Palazzo Pubblico. Poco più avanti, dal Chiasso del Bargello, spunta tra le mura dei palazzi medievali, la Torre del Mangia. Prendiamo adesso la ripida salita a destra verso la “Piaggia delle Campane di San Desiderio”, passiamo davanti alla grande porta laterale del “Duomo Nuovo”, un gioiello di rara bellezza dell’architettura gotica italiana, e scendiamo la ripida scalinata. Sulla destra si vede sporgere dalle abitazioni il durissimo sperone di tufo misto a pietra, presente nel territorio senese. Siamo arrivati davanti al Battistero di San Giovanni Battista, costruito nella prima metà del Trecento. Al suo interno conserva il fonte battesimale realizzato da alcuni dei più grandi scultori del Rinascimento italiano: Donatello, Lorenzo Ghiberti e Jacopo della Quercia. Nel riprendere il percorso andiamo a curiosare in uno dei vicoli più caratteristici di Siena: il Vicolo delle Carrozze. Da qui, si arriva in Via di Diacceto dove si può godere un panorama mozzafiato su Fontebranda dominata dalla mole della Basilica di San Domenico. Percorsa Via della Galluzza, fortemente in pendenza, e attraversato lo stretto Vicolo del Tiratoio, tra i tetti delle case, un tempo abitazioni dei lanaioli, tessitori e filatrici, sbucano all'improvviso le sagome del campanile e della cupola della Cattedrale. Siamo ritornati in Fontebranda!


Ti racconto le storie di Siena

Informazioni sul percorso
Tempo di percorrenza: circa 2 ore e mezzo
Lunghezza: circa Km3
Difficoltà: facile
Punto di partenza: Piazza del Campo
Punto di arrivo: Fortezza Medicea

 

Se effettui questo percorso potrai visitare le Stanze Segrete di Palazzo Pubblico e il Teatro Comunale dei Rinnovati. Scopri le proposte speciali formulate per te in occasione del decennale del trekking urbano consultando il programma scaricabile dal sito! Un itinerario dedicato ai personaggi non comuni che hanno percorso la storia di Siena, in epoche diverse, spesso non abbastanza
conosciuti, protagonisti di storie di fede, passione e talento.

Piazza del Campo
Cominciamo il percorso nel Campo dove si può ammirare la Fonte Gaia e il Palazzo Pubblico, al cui interno sono visitabili il Museo Civico e la Torre del Mangia. Piazza del Campo è legata alla bizzarra storia di Giulia Ugurgeri, che qui viveva, nel Palazzo Chigi Zondadari con il marito Flavio Chigi. Si racconta che per punizione di un tradimento, il conte Chigi avesse chiuso sua moglie nuda sul balcone di casa per un’intera notte, e che a seguito di questo episodio, Giulia si allontanò da Siena e divenne protagonista di avventure in giro per il mondo degne di un romanzo rosa.
Piazzetta Luigi Bonelli
Salendo verso il colle del Duomo, attraverso la Costa del Bargello e Via delle Campane, troviamo la Piazzetta Luigi Bonelli che fu autore teatrale, nonché giornalista, vivace protagonista dell’ambiente letterario dagli anni ‘20 fino al 1954, anno della scomparsa.
Via Stalloreggi e Tommaso Pendola
Passando per via del Capitano raggiungeremo la via Stalloreggi luogo familiare per il baritono panterino Ettore Bastianini, celebrato e apprezzato soprattutto per le sue interpretazioni verdiane. Il personaggio che incontreremo successivamente, nell'omonima via, è Tommaso Pendola, prete ed educatore, che si dedicò all'assistenza dei sordomuti a Siena nell’800. Poco lontano, dopo aver percorso via dei Mantellini, troveremo il luogo dove fu imprigionato Sant'Ansano, santo patrono di Siena che ha subito il martirio immerso nella pece nel Fosso sottostante a lui intitolato.
Via Pianigiani e Piazza Matteotti
Proseguiremo lungo via Franciosa, il vicolo delle Carrozze e via di Diacceto fino a raggiungere la Piazza Indipendenza e il vicolo di Pier Pettinaio, pio commerciante di pettini per telai citato nel Purgatorio di Dante. Conosceremo poi, proseguendo oltre Banchi di Sopra, Giuseppe Pianigiani, l’ingegnere che, con spirito innovatore, progettò il primo tratto ferroviario che da Empoli arrivava a Siena, dopo aver lavorato anche alla linea Firenze – Livorno, la famosa Leopolda. Nel Convento che una volta sorgeva nell'attuale Piazza Matteotti soggiornò la penitente Caterina Vannini, convertita dopo aver condotto da giovane una vita sregolata, tanto da meritare l’appellativo di Taide senese.
Via di Fontegiusta
Proseguendo per via Montanini e via Camollia raggiungiamo via di Fontegiusta. Qui incontriamo un'altra figura di mistica senese: Passitea Crogi, cappuccina, della quale fu accertata, nell'autopsia, l’assenza del cuore, scambiato con Gesù. Testimonianze di lei sono conservate nel Museo della Venerabile Compagnia di Santa Maria in Portico a Fontegiusta. All'interno della chiesa risalta il dipinto di Francesco Vanni che raffigura il Beato Ambrogio Sansedoni, nato deforme, eccezionale intellettuale compagno di Tommaso d’Aquino, così amato a Siena da apparire tra i personaggi della facciata del Duomo e da meritare gli onori del Palio disputato in suo onore fino alla metà del ‘500.
La Lizza e Fortezza Medicea
Attraverso via del Romitorio ci sposteremo alla Lizza per raccontare della infelice e breve vita della figlia di Manzoni, Matilde che abitò per alcuni anni nella villa della Lizza insieme alla sorella Vittoria. Il percorso del trekking si concluderà alla Fortezza Medicea, dove potremo finire con un pizzico di sapore profano raccontando della mitica Gina Parrini, detta “la Batina” resa famosa da canti di operette goliardiche e ricordata nella lapide nei pressi del Ponte della Vecchia, all'ingresso della Fortezza.


Trekking tricolore

Informazioni sul percorso
Tempo di percorrenza: 2 ore e30 minuti
Lunghezza: circa km 3
Difficoltà facile
Punto di partenza: Piazza del Campo
Punto di arrivo: Fortezza Medicea

 

Se effettui questo percorso potrai visitare le Stanze Segrete di Palazzo Pubblico e il Teatro dei Rinnovati. Scopri le proposte speciali formulate per te in occasione del decennale del trekking urbano consultando il programma scaricabile dal sito!

Piazza del Campo - Palazzo Pubblico
Nella storica sede del Museo Civico, si trova un’intera Sala dedicata al Risorgimento. Affrescata negli anni 1881/1890 da Pietro Aldi, Amos Cassioli e Cesare Maccari, raffigura episodi della vita di Vittorio Emanuele II, tra cui, l’incontro di Teano tra il Re e Garibaldi. Il dipinto è stato usato per decenni in tutti i libri di scuola per illustrare il momento in cui l’Eroe dei due mondi pronunciò la parola “Obbedisco”. In due teche sono conservate la divisa indossata da Vittorio Emanuele alla battaglia di San Martino, raffigurata in uno degli affreschi, e la camicia rossa di Luciano Raveggi, che prese parte all'impresa dei Mille. Nel soffitto le figure allegoriche delle Regioni d’Italia.
Cortile del Rettorato - Università degli Studi
Da Piazza del Campo, attraverso Via Rinaldini si raggiunge il cortile del Rettorato per vedere il monumento ai caduti di Curtatone e Montanara, le lapidi e i reperti che ricordano gli studenti protagonisti del Risorgimento senese.
Sinagoga
Proseguendo verso Le Logge del Papa e percorrendo vicolo delle Scotte, si arriva alla Sinagoga, dove verranno illustrati alcuni reperti, testimonianza del contributo della comunità ebraica al risorgimento.
Via Salicotto, 108
Si raggiunge poi Via Salicotto, dove visse la garibaldina Baldovina Vestri, amica personale di Teresita Garibaldi, e dove si trova la Contrada della Torre, nel cui museo sono conservate le rare “monture” di foggia militare dette “alla piemontese” utilizzate alla metà del XIX.
Via delle Donzelle
Ancora passando da Piazza del Campo per Banchi di Sotto,ci immettiamo in Via delle Donzelle, dove al civico numero 1 si trovava la locanda delle Nuove Donzelle, il cui proprietario, Lorenzo Maccari, era un fervente patriota. Qui si svolgevano riunioni segrete e banchetti patriottici che venivano controllati dalle spie della polizia granducale.
Banchi di Sopra, 29
Si prosegue la strada per Banchi di Sotto fino all'incrocio con Banchi di Sopra. Al civico 29 si trova una lapide che ricorda la sede dell’Albergo dell’Aquila Nera, dove Garibaldi alloggiò e pronunciò la frase “O Roma all'Italia o l’Italia a Roma”.
Piazza Indipendenza
Per Via dei Termini si raggiunge la Loggia di Piazza Indipendenza realizzata da Archimede Vestri, fratello di Baldovina. La Piazza, nel 1879, venne intitolata all'indipendenza italiana e, per questo, vi venne collocata, su un piedistallo a gradoni, la statua ai Caduti per la Patria, scolpita da Tito Sarrocchi, trasferita poi nel quartiere di San Prospero.
Via delle Terme, 26
Si prosegue poi per Via delle Terme, dove viveva il piccolo Giovacchino Mencarini che all'età di 13 anni, troppo piccolo per essere arruolato, partì come tamburino per Curtatone e Montanara.
Via Montanini, 108 - Palazzo Bernardi Avanzati
Passando dalla Costa dell’Incrociata, si prosegue per Via Montanini. Qui abitava una famiglia che dette grande contributo al Risorgimento: Francesco esponente del movimento repubblicano e mazziniano, venne accusato nel 1848, dopo il ritorno del granduca, di aver ospitato nella sua casa Montanelli, uno dei membri del governo provvisorio. Processato insieme allo Spannocchi, venne dichiarato decaduto dalla carica di Capitano della Contrada dell’Istrice. Il figlio Giuseppe seguì Garibaldi nella sfortunata spedizione su Roma nell'autunno del 1867, dove venne ucciso dalle guardie papali, a soli 27 anni. Una lapide ne celebra la memoria.
Via Camollia, 5
L’11 agosto 1867 Garibaldi giunse a Siena in treno e sul viale che conduceva dalla vecchia stazione in città fu accolto da una folla festante; per ricordare l’avvenimento quella strada venne poi denominata Garibaldi. Rimase a Siena qualche giorno, assistendo anche al Palio vinto dalla Lupa, anticipato in suo onore al 15 agosto.
La Lizza
Nel luglio 1847 un gruppo di giovani intonò inni patriottici nei giardini, provocando la reazione delle guardie granducali che spararono, uccidendo lo studente di medicina Ludovico Petronici. Nel 1896 vi fu collocato il monumento equestre a Garibaldi realizzato da Raffaello Romanelli, che reca nel basamento bassorilievi delle principali vittorie garibaldine.
La Fortezza
Nel 1849, sull'onda dell’entusiasmo dell’insediamento del governo provvisorio di Guerrazzi, Montanelli e Mazzoni, al Circolo Popolare venne avanzata la proposta di demolire la Fortezza simbolo dell’oppressione granducale, lasciando in piedi solo il muro dove si svolgeva il gioco del pallone e gli edifici delle caserme da utilizzare come scuola e luogo di ritrovo. Il progetto non venne realizzato anche perché il granduca tornò sul trono, i membri del triumvirato furono arrestati e la città venne occupata da oltre 1000 soldati austriaci.


Una città alla ricerca dell’acqua - Fonti, pozzi e canali sotteranei

Informazioni sul percorso
Tempo di percorrenza: circa 2 ore e mezzo
Lunghezza: circa Km 3
Difficoltà: facile
Punto di partenza: Piazza del Campo
Punto di arrivo: Piazza del Campo

 

Fonte Serena
Da Piazza del Campo, immediatamente ci immergiamo nel tema di questo percorso: l’acqua, passando da via Duprè per la Contrada dell’Onda, il cui motto è “il colore del cielo, la forza del mare” e che ha per stemma un delfino. Raggiungiamo per suggestivi vicoli la “Fonte Serena”, fortemente voluta dalla comunità senese, che si autotassò per vederla realizzata. In via dei
Percennesi scopriremo i resti di una singolare mescita di vino “take away” medievale, e gli unici merli ghibellini (a coda di rondine) ancora visibili a Siena.
Fontanina dell’Aquila
Per raggiungere la fontanina della Nobile Contrada dell’Aquila passiamo dalla Costa Larga, ampia via costruita nel Trecento per consentire un migliore collegamento tra il Duomo ed il Palazzo Pubblico in seguito alla distruzione di un palazzo della famiglia Forteguerri, il cui proprietario era stato dichiarato “ribello” dal Comune.
Piazza San Giovanni
Nella piaggia di Monna Agnese e in piazza San Giovanni possiamo ammirare i resti della spiaggia ciottolosa che ci raccontano di quando Siena era bagnata dal mare, quattro milioni di anni fa.
Via della Diana
Dalla piazzetta della Selva, lungo il Fosso di Sant’Ansano, raggiungiamo via della Diana, nella zona dove, secondo la leggenda, scorreva il fiume sotterraneo chiamato “Diana”, a lungo cercato in epoca medievale. Il mito è noto anche grazie alla Commedia di Dante Alighieri, in cui si deridono i senesi per la continua ed inutile ricerca del misterioso fiume, definendoli “gente vana”.
Pozzo degli affogasanti
Quasi alla fine della via, l’ex chiesa barocca della Madonna del Rosario costruita dalla Contrada della Chiocciola - che oggi è divenuta la “casa del cavallo” - fronteggia un pozzo di pietra dalla singolare storia, conosciuto come il “pozzo degli affogasanti”.
Orti dei Tolomei
Proseguiamo per via delle Cerchia e attraversiamo gli Orti dei Tolomei, dove possiamo ammirare The Drop, la scultura/goccia dello scultore Tony Cragg che a Siena è conosciuta come “La pera”. Torniamo in via Duprè verso la Piazza del Mercato. Affacciandoci verso la valle di porta Giustizia si scorgono gli antichi lavatoi che, fino al secolo scorso, servivano alle donne della zona per lavare i panni.
Fonte dei Pispini
Da via Salicotto raggiungiamo il Ponte di Romana e poi proseguiamo verso Via dei Pispini, sede della Nobile contrada del Nicchio il cui stemma, altro non è che la conchiglia simbolo del pellegrinaggio a Santiago de Compostela. Il rione prende il nome dai “pispini”, ovvero dalle cannelle da cui zampilla l’acqua della omonima fonte.
Piazza del Campo- Fonte Gaia
Attraverso via Pantaneto torniamo in Piazza del Campo e concludiamo il percorso di fronte alla Fonte Gaia, così chiamata in ricordo della gioia manifestata dai senesi quando videro sgorgare l’acqua.


Viaggio alla scoperta delle mura antiche

Informazioni sul percorso
Tempo di percorrenza: 3 ore
Lunghezza: km 6
Difficoltà: media
Punto di partenza: Archivio Storico Comune di Siena - Via San Marco, 90
Punto di arrivo: Piazza del Campo

 

Se effettui questo percorso avrai la possibilità di visitare l’Archivio storico del Comune di Siena e la chiesa di Santa Marta. Scopri le proposte speciali formulate per te in occasione del decennale del trekking urbano consultando il programma scaricabile dal sito!

Via San Marco, 90
Archivio storico del Comune di Siena La nuova sede dell’Archivio storico del Comune di Siena è stata riaperta al pubblico dal giugno 2013 nei locali dell’ex convento di Santa Marta, divenuto poi Orfanotrofi o San Marco. Dopo le soppressioni di epoca napoleonica, nel 1983, è diventato di proprietà dell’Amministrazione Comunale. Nel complesso sono visitabili la sacrestia, prima chiesa del monastero costruito nel XIV secolo, e il nuovo oratorio edificato su progetto di Giovanbattista Lari detto Tozzo, allievo del Peruzzi. Prima di entrare nell'Archivio è possibile ammirare gli affreschi quattrocenteschi del chiostro e quindi la sala di studio, ex refettorio del convento, in cui si trova l’Ultima cena dipinta da Giacomo Pacchiarotti nel 1522.
Fonte delle Monache
Costeggiando l’antica Porta San Marco ci immettiamo in Via delle Sperandie. Al numero 47, a fianco dell’antica cinta muraria, attraverso un cancello entriamo in una valle verde di Siena. Scendiamo un sentiero tortuoso fra gli olivi e raggiungiamo l’ingresso di una fonte nascosta: dal XIV sec. la usavano le monache del convento soprastante. Le religiose giungevano alla Fonte attraverso dei cunicoli scavati nell'arenaria della collina per non essere viste. La vasca riceve acqua dai “bottini”, gli antichi acquedotti comunali. L’accesso alla Fonte della Monache è possibile tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle ore 7.00 alle ore 13.00, il martedì ed il giovedì orario continuato dalle ore 7.00 alle ore 17.00. Venerdì 1 novembre chiuso. Percorrendo Via delle Cerchia e Via Mattioli, dove hanno sede l’Orto Botanico e l’Accademia dei Fisiocritici, si entra negli Orti dei Tolomei, da cui si può ammirare
uno straordinario panorama della città. Scendendo per Via Duprè e costeggiando Piazza del Mercato si curva verso Via di Porta Giustizia.
Via di Porta Giustizia
Nel basso Medioevo questa era la strada che percorrevano i condannati a morte dalle prigioni, situate sotto il Palazzo Pubblico, fino a Poggio alle Forche, poco fuori delle mura. Oggi il sentiero è in una valle attrezzata dove ci si può rifocillare, si possono fare pic-nic e dove si possono osservare animali in libertà. Da qui si gode di uno scorcio inusuale del Palazzo Pubblico. Il cancello di accesso è aperto tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 23.00, il lunedì dalle ore 8.00 alle ore 14.30. Costeggiando l’ex Ospedale Psichiatrico, attraverso Via Valdimontone, arriviamo alla Basilica dei Servi.
Fortino di Baldassarre Peruzzi
Percorriamo Via dei Servi e, attraversando Ponte di Romana, scendiamo per Via dell'Oliviera e poi per Via dei Pispini, fino ad arrivare al Fortino cinquecentesco di Baldassarre Peruzzi, struttura difensiva in mattoni costruita su tre ambienti sovrapposti. E’ notevole la solidità delle mura che dovevano assorbire gli urti del fuoco nemico e l’ampiezza della “casamatta”, l’ambiente dove si trovavano i cannoni. Oggi il Fortino si trova all'interno della Caserma Santa Chiara, sede del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”.
Vicolo degli Orefici
Risaliamo Via dei Pispini, attraversiamo Via Pantaneto , e per Via Pagliaresi, raggiungiamo una delle strade più nascoste della città, lo stretto Vicolo degli Orefici. Secondo alcuni studiosi, data la presenza di edifici antichi ed importanti, questa strada era parte della Via Francigena, la strada dei pellegrinaggi medievali verso Roma. Da Via Pantaneto torniamo in Piazza del Campo dove termina il percorso.


 

Per maggiori informazioni: www.comune.siena.it/Il-Turista/Trekking-urbano

 

Il Sentiero della Bonifica

La Val di Chiana: una terra di collegamento tra Siena, Arezzo e l’Umbria
Percorrere il I Canale Maestro della Chiana è viaggiare nel tempo e negli elementi: Il percorso si estende nel cuore della civiltà Etrusca e nel segno delle acque in un territorio disegnato dalle forze della natura e dalla mano dell´uomo: si incontrano luoghi etruschi, una riserva naturale, i Laghi di Chiusi e Montepulciano e opere realizzate dall'uomo con grande sapienza.
Gli ingegneri idraulici del Granduca Leopoldo di Toscana furono artefici di un'imponente opera di bonifica che trasformò questa zona in un importante centro agricolo; tuttora l´economia locale è fortemente radicata ai prodotti della sua terra.

Il Canale Maestro della Chiana
Il sentiero ciclopedonale del Canale Maestro della Chiana unisce Chiusi con Arezzo. Si tratta di un percorso attrezzato e protetto per chi viaggia in bici o a piedi. L´antica strada utilizzata per la manutenzione del canale e delle chiuse costituisce infatti un tracciato naturale privo di dislivelli e l´altimetria praticamente piatta, adatta il percorso anche a famiglie con bambini; il percorso facilmente fruibile ricorda importanti itinerari europei, in completa sicurezza. Il viaggio a piedi permette di entrare in contatto diretto con luoghi e persone che raccontano il territorio con importanti produzioni come vino, olio e frutta. Seguendo la ciclabile si scoprono cantine, piazze, frantoi, artigiani ignorati dalle tradizionali rotte del turismo. Si tratta di una sorta di via preferenziale verso il cuore di una valle frequentata ma sconosciuta da chi l´attraversa in auto o in treno, verso una Toscana tutta da scoprire e
da vivere.

 

Il Percorso

Il sentiero inizia alla stazione ferroviaria di Chiusi ed arriva ad Arezzo: il percorso è lungo 62 km, praticamente pianeggiante e su strada sterrata. Si può dividere in 4 parti:
1. Da Chiusi al lago di Montepulciano
2. La Val di Chiana Senese: dai “chiari” di Chiusi e Montepulciano a Foiano della Chiana
3. La Val di Chiana Aretina: agricoltura e città d´arte
4. Dai ponti di Arezzo alla chiusa dei Monaci

I periodi consigliati per percorrere la pista ciclopedonale sono sicuramente la primavera e l´autunno, anche se è sicuramente frequentabile in estate (avendo cura di evitare i periodi più caldi) ed anche in inverno, quando diventa più un ottimo percorso per chi si vuole allenare, mentre non presenta le condizioni ambientali ideali per una vacanza.

Per maggiori informazioni: www.sentierodellabonifica.it

 

Via delle Grance

L'antico Spedale del Santa Maria della Scala fu istituito dai canonici del Duomo di Siena per accogliere i pellegrini che percorrevano la Via Francigena, per assistere i poveri e gli ammalati , e per curare e crescere i bambini abbandonati. Lo Spedale del Santa Maria della Scala, grazie alle elemosine, alle donazioni e ai lasciti di nobili famiglie, acquistò rapidamente potere e peso economico che garantirono all’istituzione anche grande autonomia organizzativa. Attraverso donazioni e lasciti di terreni il Santa Maria si trovò a possedere anche un enorme patrimonio agricolo e a poter contare su derrate alimentari, preziose per la sussistenza dell’Ospedale, che venivano immagazzinate nella Grance (fattorie e magazzini fortifi cati), sparse su tutto il territorio senese. La storia del Santa Maria, e delle attività che vi si svolgevano, sono illustrate nei bellissimi affreschi , eseguiti nel '400 dai maggiori artisti senesi, nella grande sala del Complesso cosiddetta del “Pellegrinaio”. Proprio da questa Sala e da una visita al Santa Maria (funzionante come Ospedale fino agli anni ’90 del secolo scorso è oggi Polo Museale) può iniziare questo bellissimo percorso trekking in 6 tappe. Lo stemma del Santa Maria della Scala, una scala, appunto, sormontata da una croce, segnerà tutte le Grance che si incontrano si questo itinerario, articolato in più tappe. L’itinerario è segnalato in gran parte sulle carte escursionistiche delle Crete Senesi (1 e 2) e della Val d’Orcia.

 

I Percorsi:

 

Da Siena a Monteroni d'Arbia

Siena - Grancia di Cuna - Monteroni d’Arbia:
Lunghezza: Partenza da Siena: km. 20.00
Tempo di percorrenza: h.6.00
Dislivello: di poco conto
Partenza da Malamerenda: km. 12.00
Tempo di percorrenza: h. 3.30
Dislivello: di poco conto
Caratteristiche: questa prima tappa si svolge tutta su strade bianche e di campo.

La partenza ideale di questo lungo viaggio, che ci porterà a conoscere le antiche fattorie fortificate del S. Maria della Scala (le “grance”) dislocate su tutto il territorio provinciale ed a provare la sensazione e l’emozione di camminare su tratti dell’antica Via Francigena, sarebbe da Siena, dalla Piazza del Duomo dove è situato il vecchio Spedale del S.Maria.
E' sempre più difficile, però, uscire a piedi dalle nostre città (tangenziali, strade molto traffi cate, proprietà private, ecc) e quindi si può partire anche da Malamerenda, piccolo borgo situato a pochi chilometri da Siena, raggiungibile facilmente in auto o autobus urbano. Partendo dal Santa Maria della Scala si deve raggiungere Porta Romana e, appena usciti dalla Porta, si prende a sinistra la Strada di Certosa che, percorrendo un bel crinale con vedute su Siena e la Val d’Arbia fino all’Amiata, arriva alla Fattoria di Renaccio. Da qui purtroppo si deve seguire, a destra, la strada asfaltata fino alla SS2 Cassia, che prenderemo a sinistra fino al podere di Malamerenda. Qui si devia a destra, si prende la strada a sterro che porta a Radi e la si segue per due chilometri circa, fino al podere Belvedere, dove si devia a sinistra, si prende il sentiero delle Crete n. 502 e lo si segue (tratto molto panoramico) fino ad incrociare il sentiero 500, proveniente dalla vicina Isola d’Arbia.
Si prende la stradetta a sinistra e si devia a destra subito dopo prendendo a scendere in direzione di Ponte a Tressa. Alle prime case si devia a destra e si risale ad un bel punto panoramico dove si trova una pianta solitaria di un querciolo che, essendo visibile da ogni parte, ci fa da punto di riferimento per tutto questo itinerario. A questo punto è anche visibile la possente costruzione della Grancia di Cuna, verso cui siamo diretti e dove si arriverà in breve tempo.
Dalla Grancia si prende il primo bivio a sinistra in direzione del Podere S. Claudio. Qui il sentiero n.500 prosegue in leggera salita verso il Podere Belvedere, situato in bella posizione panoramica, aggira il Poggio della Tassinaia e si immette poco dopo nella strada proveniente da Radi. Prendendo a sinistra (sentiero n. 500a) in poco tempo si arriva a Monteroni d’Arbia, principale centro abitato di tutta la valle. Noi però abbrevieremo l’itinerario prendendo a sinistra (dal Podere S. Claudio) e per strada bianca pianeggiante si sorpassa la ferrovia e si prende a destra in direzione del paese. Si traversa la circonvallazione ed in breve si arriva alla gora ed al vecchio Mulino, oggi sede di un piccolo museo storico.

Mappa Percorso »


Da Monteroni d’Arbia ad Asciano

Monteroni d’Arbia - Abbadia a Rofeno - Asciano:
Lunghezza: km. 16.00
Tempo di percorrenza: h. 5.30
Dislivello: insignifi cante
Caratteristiche: l’itinerario è abbastanza lungo ma non presenta difficoltà di rilievo; comunque si deve fare attenzione poiché, in ceri punti, si insinua in mezzo ai calanchi delle crete; si sconsiglia in periodi molto piovosi. L’itinerario è segnalato sulla cartina delle Crete Senesi, edita da Multigraphic di Firenze. 

Dal centro abitato di Monteroni d’Arbia si prende la strada asfaltata per Asciano e la si segue per circa due chilometri seguendo il sentiero n. 503 delle Crete senesi. Si devia a destra, si sale alla bella Villa S. Alberto, si scende al podere S.S. Marie e si ritorna alla strada asfaltata che seguiremo per altri cinquecento metri per deviare a sinistra per una stradina di campo.
A questo punto l’itinerario entra in un territorio aspro e solitario ma di grande interesse ambientale e paesaggistico.
Dopo circa cinque chilometri ed un’ora e trenta di cammino (evitando, sulla sinistra, i sentieri 522 prima e 524 dopo) si arriva al podere Lucolino, sulla strada che porta alla Pievina.
Qui si prende a destra in direzione di Abbadia a Rofeno, oggi proprietà privata. Dopo poco si rientra nella strada asfaltata proveniente da Monteroni che prenderemo a sinistra in direzione di Asciano e che dobbiamo seguire, purtroppo, per circa quattro chilometri, fino al capoluogo delle Crete.

Mappa Percorso »


Da Asciano alla Fattoria di Belsedere

Asciano - Serre di Rapolano - Poggio Pinci - fermata di Trequanda - Fattoria di Belsedere
Lunghezza: km. 18.00
Tempo di percorrenza: h. 5.30
Dislivelli: m. 200
Caratteristiche: l’itinerario è piuttosto lungo ma, per godere di più lo spettacolo di queste zone, lo si può anche dividere facendo tappa a Serre di Rapolano; tutto l’itinerario è segnalato sulla carta escursionistica delle Crete Senesi, edita da Multigraphic di Firenze. 

Il nostro itinerario ha inizio in prossimità di una cappella che si trova nella parte bassa del paese di Asciano, sulla sinistra, poco dopo il bivio per Monteoliveto per chi proviene da Siena. Il sentiero che seguiremo è il n.505 delle Crete Senesi (2d del Trenonatura) che in breve sale ad un punto panoramico in prossimità del piccolo borgo di Casella e poco dopo al Podere Pieve dei Preti. Continua con un sali-scendi su un bel crinale in mezzo al caratteristico paesaggio delle Crete, tra calanchi e biancane, fino al Colle di Poggiogrèppoli.
Da qui il panorama diventa ancora più ampio, si scende alla strada per Rapolano, si gira a destra e, subito dopo, a sinistra per una strada di campo che ci porta dritti ad un sottopasso della ferrovia e da qui in breve tempo si arriva alle Serre di Rapolano.
Dopo una visita alla Grancia, dal centro di Serre si scende in Via S. Rocco e si prende la Via delle Cave. Con un ampio giro intorno alla zona delle cave di travertino si scende alla strada asfaltata proveniente dalla Lauretana. All’incrocio si prende a destra e, dopo appena cinquanta metri, a sinistra, per una stradina di campo.
Qui troviamo la direttrice n.4 della sentieristica provinciale e il n. 2b dei sentieri del Trenonatura; si prende a sinistra. Si traversano dei campi per un paio di chilometri fino ad incrociare la strada asfaltata, la “Lauretana”, proveniente da Asciano che prenderemo a sinistra per due-trecento metri e subito a destra verso la bella fattoria di Poggio Pinci.
Esempio classico delle fattorie di fine-ottocento con la bella casa padronale munita di ampio giardino, la cappellina esterna, gli annessi per il ricovero degli animali e gli attrezzi per il lavoro dei campi, l’oliviera. Dopo Poggio Pinci si costeggia una necropoli etrusca (i reperti sono visibili nel museo etrusco di Asciano) e le belle terme di Montalceto dove i senesi anticamente venivano a “passare le acque” utilizzando la linea ferroviaria sottostante, oggi usata solo a scopo turistico dal Trenonatura.
Proseguiamo il nostro viaggio traversando un territorio fantastico la cui luce, i colori ed i profumi difficilmente riusciremo a dimenticare. Si prosegue sempre sulla evidente strada bianca seguendo il sentiero n.509 (direttrice prov. 4) fino alla strada asfaltata, subito sotto il podere Pecorile, che porta a Trequanda. Si prende a sinistra e si scende, dopo un breve falsopiano, alla fermata di Trequanda. Questa piccolissima stazione, oggi completamente abbandonata, non molti anni orsono era punto di riferimento per tutti i paesi circostanti. Si prosegue ancora per circa un chilometro sulla strada asfaltata, in leggera salita, fino al bivio per la Fattoria di Belsedere dove si conclude la nostra tappa.

Mappa Percorso »


Dalla Fattoria di Belsedere a Sant'Anna in Camprena

Fattoria di Belsedere - Montisi - Castelmuzio - S. Anna in Camprena
Lunghezza: km. 13
Tempo di percorrenza: h. 4.00
Dislivello: m. 330°-260°
Caratteristiche: l'itinerario prosegue in mezzo alle crete, molto panoramico, a volte in ambiente selvaggio e ci dà l'opportunità di conoscere due piccoli e caratteristici paesi antichi; tutto l’itinerario è segnalato sulla cartina delle Crete Senesi 2 - edita da Multigraphic. 

Dalla Fattoria di Belsedere si prende il sentiero n. 516 e si scende, passando davanti alla Cappella di S.Antonio, per strada di campo, ad un fosso che si traversa su un ponticello sulla sinistra, sentiero n. 517, e ci dirigiamo, in leggera salita, verso il podere Cetinali, visibile poco sopra e da qui al podere Latti. Il nostro itinerario devia sulla destra ma noi proseguiamo diritti sul sentiero n. 517a, che è più panoramico e più tranquillo. Il sentiero continua a salire ed il panorama sulle Crete si fa sempre più ampio.
Arrivati a Montelifrè si devia a destra per la strada asfaltata e la si segue fi no a Montisi (1500 m. circa). Dopo una doverosa visita al centro storico del paese ed alla Grancia del S. Maria della Scala si prosegue prendendo la strada asfaltata in direzione di Castelmuzio. Subito dopo il bivio per Sinalunga, si prende a destra una stradina interpoderale che scende al Borro Rigo, si percorre tra calanchi e boscaglia (fare attenzione) per circa cinquecento metri e si devia a sinistra salendo prima al podere il Modenese e poi ad un bel punto panoramico dove si incrocia una strada sterrata che prenderemo a sinistra.
Dopo poco la strada diventa pianeggiante, traversa un’oliveta e passa accanto alla piccola Pieve di S.Stefano a Cennano. Da qui in breve tempo si arriva a Castelmuzio. Merita una visita il piccolo borgo che, data la posizione, offre splendide vedute.
Si scende poi per la Via di Trove, sentiero n. 566, si traversa la strada per Pienza e si prende una stradina di campo, sempre in discesa, si passa in mezzo ad un’oliveta e si arriva al ponte sul torrente Trove dove ritroviamo la strada asfaltata per Pienza che prenderemo a sinistra. Già da qualche tempo abbiamo di fronte a noi, in alto, la veduta della bella Abbazia di S. Anna in Camprena, la nostra meta. Si segue l’asfalto per circa seicento metri, fino ad un’area di sosta, sulla destra, dove ha inizio un sentierino nel bosco che in poco tempo ci porterà a S.Anna.

Mappa Percorso »


Da Sant'Anna in Camprena a San Quirico d'Orcia

S. Anna in Camprena - Pienza - Vitaleta - S. Quirico d’Orcia
Lunghezza: km. 15,5 (8,00)
Percorrenza: h. 4.30 (2.30)
Dislivelli: minimi
Caratteristiche: si consiglia di evitare il lungo trasferimento a Pienza per la strada asfaltata e di utilizzare il “postalino della Valdorcia”, piccolo bus a gestione privata che, a richiesta, copre percorsi non serviti dai mezzi pubblici in tutta l’area; i dati chilometrici e di percorrenza indicati tra parentesi si riferiscono al sentiero da Pienza a S.Quirico d'Orcia. L’itinerario è la direttrice n. 6 dei sentieri della provincia di Siena.

Da S. Anna in Camprena a Pienza, purtroppo, non vi è alternativa alla strada asfaltata (6 km. circa). L’utilizzo del “postalino della Valdorcia” abbrevierà l’itinerario consentendo di effettuare una visita a Pienza, non dimenticando di effettuare la bella passeggiata sul lato della città che si affaccia sulla Valdorcia, prima di intraprendere l’itinerario. Dalla Porta che guarda i giardini (Porta al Ciglio) si prende la stradetta che scende alla Pieve di Corsignano: l’itinerario ha inizio dalle antiche fonti che si trovano in prossimità dalla Pieve. Si scende ancora verso il Podere S. Tito e si risale poi al Podere Costilati. La strada traversa una zona cretosa ed è sconsigliabile in giornate molto piovose. Poco dopo il podere si trova una deviazione che in brevissimo tempo ci porta alla piccola splendida pieve di Vitaleta, divenuta il simbolo di tutta la Valdorcia. Ritornati sui nostri passi si scende ancora senza abbandonare
la strada bianca. Dopo aver traversato il Fosso Rigo, si lascia la strada e si sale per una poderale verso il Podere Cernecchio e da qui in breve si raggiunge la SS.2 Cassia. La si traversa e si sale al centro di S.Quirico d'Orcia.

Mappa Percorso »


Da San Quirico d’Orcia a Castelluccio

S.Quirico d’Orcia - Bagno Vignoni - Spedaletto - Lucciola Bella - Castelluccio
Lunghezza: km.19.0
Tempo di percorrenza: h. 6.00
Dislivello: insignificante
Caratteristiche: itinerario non difficile ma molto lungo; molto remunerativo in quanto panoramicissimo ed interessante per le emergenze storiche che si incontrano. Può essere diviso in due tappe; parte dell’itinerario non è segnalata, si consiglia quindi di consultare la cartina della Val d'Orcia ed attenersi scrupolosamente alle indicazioni del testo. 

Dopo aver visitato il bel centro storico di S.Quirico (Collegiata ed Horti Leonini), si prende la strada per la Ripa d’Orcia, prima asfaltata poi bianca e la si segue per un paio di chilometri fi no ad un bivio, a dritto si va alla Ripa a sinistra a Vignoni.
Se il tempo lo consentisse sarebbe interessante poter arrivare al Castello di Ripa d’Orcia, situato su un dirupo a strapiombo sul fi ume omonimo (h. 1.15 andata e ritorno dal bivio). Noi prenderemo a sinistra verso il piccolo borgo di Vignoni, con vedute splendide su tutta la Valdorcia. Da qui si scende, sempre per strada bianca, alle sottostanti terme di Bagno Vignoni. Da qui in avanti l’itinerario non è segnalato, ma seguendo le indica ni sotto riportate è facilmente individuabile.
Dall’abitato di Bagno Vignoni prendiamo in direzione della SS2 Cassia che incrociamo in prossimità del ponte sul fiume Orcia, dove prenderemo a sinistra in direzione di S.Quirico d’Orcia-Siena. Dopo alcune decine di metri prendiamo, a destra, la Strada della Bonifi ca che seguiremo per un breve tratto per scendere poi sul greto del fi ume, dove una traccia di strada, usata dai mezzi di lavoro per il recupero della ghiaia, ci condurrà nei pressi della Grancia di Spedaletto.
Naturalmente in periodi molto piovosi non sarà possibile seguire questo sentiero, ma si potrà evitarlo camminando per qualche chilometro lungo la Strada della Bonifi ca. Da Spedaletto, per circa cinque chilometri, non ci sono alternative alla Strada della Bonifi ca, purtroppo asfaltata. L’itinerario prosegue poco prima della deviazione per il Podere Pianporcino, per una stradina a sinistra, a salire, che entra nella Riserva Naturale di Lucciola Bella e la traversa in diagonale per intero.
Dopo aver fatto quota, presso il Podere S.Bernardino (m. 540), il panorama si allarga incredibilmente su tutta la Val d’Orcia, Castiglioni e Rocca d’Orcia, l’Amiata, Radicofani e il Monte Cetona. Da qui, volendo, deviando a sinistra si può salire al Podere Lucciola Bella con un breve tratto andata-ritorno.
Si prosegue quindi a diritto e si comincia a scendere per una stradina contornata di cipressi, caratteristica del paesaggio senese.
Si traversa la strada asfaltata e si sale al Podere S.Antonio e da qui si sale ancora a trovare la strada proveniente dalla Foce che prenderemo a sinistra in direzione di Castelluccio.

Mappa Percorso »

 

The mountain

 

The ancient and long-since extinct volcano of Mount Amiata lies between the provinces of Siena and Grosseto and is Italy’s northernmost volcanic relief. Its cone-shaped profile, typical of all volcanoes, is the consequence of numerous eruptions which took place between about 280 and 180 million years ago. It is this past activity that formed the huge rocky masses of lava stone which make the landscape particularly beautiful.

Until quite recently, this area was very important for its mineral deposits, like cinnabar, from which mercury is extracted: essential sources for the local economy. Sources of spa water, like those of Bagni San Filippo and Bagno Vignoni, and the natural gases that are released in the Santa Fiora and Piancastagnaio areas, which are used as sources of energy, are another proof of the volcanic origin of this mountain.

Between the Maremma district and Terre di Siena, the now extinct volcano of Mount Amiata offers a beautiful landscape, rich in interesting examples of flora and fauna and a multitude of important historical references. Amiata is greatly appreciated by individual tourists, food enthusiasts and skiers, while, as a destination for day-trippers it continues to be something of a secret, which is undoubtedly worth discovering.

Trekking through age-old beech and chestnut woods, surrounded by nothing but nature, accompanied by the whisper of the springs, enjoying the refreshing coolness on stifling summer days or seeing the white shapes created by the first snowfall can be an unforgettable experience

 

 

 

The  main trail

 

RED TRAIL:

Difficulty: easy
Length: 4.3 km
Starting altitude: 830 metres above sea level
Maximum altitude: 985 metres above sea level
Duration: 50 minutes on foot 

 

 

The first trail, the Mine Trail, is characterised by the colour red and is the shortest (4.3 km).
It presents few difficulties, climbs to an altitude of 985 m and offers the chance to see the sites of the old mine, entering the mineral plant, coasting the peaceful and beautifully panoramic point of the lake, overlooking Abbadia S.S. and northern Lazio, where there are also angling facilities.
Next to the lake are the old chimney and powder store of the former mine, which the trail passes, continuing with a beautiful walk in the shade of chestnut trees and thick pinewoods, before coming back to Abbadia.

GPS: www.gpsies.com/map.do?fileId=qalcjpzacqvvolvd&referrer=trackList


The Trail fo Sant'Antony

 BROWN TRAIL:

Difficulty: medium
Length: 9.8 km
Starting altitude: 830 metres above sea level
Maximum altitude: 1068 metres above sea level
Duration: 2 hours on foot 



 

The second trail, the Trail of Saint Anthony, which is characterised by the colour brown, is 9.8 km long. It presents a few difficulties and reaches an altitude of 1068 m.

It winds among chestnut, larch, fir and pine trees and, in the initial stages, visits the locality of Castello della Pertica, which is actually a tall cliff, featuring remains dating back to the Iron Age.

It is still possible to see holes in the rock, which held the posts of ancient huts, or the carved profile of a deer.

The trail continues along the old dirt road which linked Abbadia S.S. to Piancastagnaio, which is then left behind as it reaches the old farms of S. Antonio and Cipriana: the first still has its old well, while the second has been recently renovated.

Both farms are situated at around 1000 m above sea level and were inhabited until the 1950s.
Their residents raised livestock and cultivated rye, the only crop suited to this altitude and the climate of Mount Amiata.

The trail then descends as far as Abbadia S.S., joining up towards the end with the other trails in the Polveriera area.

GPS: www.gpsies.com/map.do?fileId=pqxhwmrkqsegsqnj&referrer=trackList


The Cipriana Trail

 BLUE TRAIL: 

Difficulty: medium
Length: 12.5 km
Starting altitude: 830 metres above sea level
Maximum altitude: 1068 metres above sea level
Duration: 2 hours and 20 minutes on foot 



 

The third trail, the "Cipriana" Trail, characterised by the colour blue, is 12.5 km long and presents difficulties similar to the second trail. It reaches an altitude of 1068 m and winds between chestnut and pine woods. Travelling along the old road that links Abbadia S.S. and Piancastagnaio, as far as the Cerro del Tasca farm, it comes to the ruins of the Montarioso farm where, in a large clearing, one can enjoy a beautiful view of the mountain, before arriving in the locality of Cipriana, where the descent towards Abbadia S.S. begins, crossing the localities of Polveriera and Poggio dei Frati.

GPS: www.gpsies.com/map.do?fileId=cqthcplaundwkkal&referrer=trackList


The Capomacchia Trail

PURPLE TRAIL:

Difficulty: hard
Length: 22.5 km
Starting altitude: 830 metres above sea level
Maximum altitude: 1480 metres above sea level
Duration: 5 hours and 20 minutes on foot 



The fourth and difficult trail is called the "Capomacchia" Trail and is characterised by the colour purple. It is 22.5 km long and, in addition to chestnut, larch, fir and pine trees, it also enters well into the age-old beech wood, climbing to an altitude of 1530 m above sea level, just a few hundred metres from the top of the mountain.

It follows the initial part of the third trail, moving away from it with an imperious climb to reach the Capomacchia shelter and then join the "Rigale" road at the highest point of the trail. At this point we are at the eleventh kilometre and the descent towards Abbadia S.S. begins. This stretch of the trail has recently been repaired by the local Macchia Faggeta society: a very old society which takes care of the highest part of Siena’s mountain the origins of which date back to the Middle Ages. Here, through the vegetation that opens up for short stretches, it is possible to admire the view towards verdant Umbria. In this area we find particular rocks, such as the so-called "della culla" and "delle pocce dell'Angiolla", the name of which originates from its particular shape. According to legend, it is supposed to be lucky to touch the protuberances of this particular rock. The trail then proceeds to the locality of Catarcione, with its age-old chestnut trees and picnic area. Leaving the trail behind and following the surfaced road for a few hundred metres towards the peak, we come to the Archer’s Cave, so-named because of the presence of a prehistoric drawing which is still visible. Just above it is "Dante’s Stone", which is instantly recognisable as it reproduces the poet’s unmistakable profile.

Returning to the trail, we come to the "Acquapassante" area, with its sources of drinking water and characteristically "scented" sulphurous water. After a few kilometres we reach the pretty little church of the "Ermeta", named after a hermit who had chosen to seek shelter close by. This shelter, named "Sasso del romito", can still be admired near the path and it still retains its characteristic shape and the basin for collecting water, dug into the stone by the hermit.
Leaving the church behind, the trail returns to the town, passing the Green Lake, the Chimney and the Powder Store, joining the other trails.

GPS: www.gpsies.com/map.do?fileId=wranhrravzzsyvsn&referrer=trackList


“Macchia Faggeta”

Macchia Faggeta is a particular society whose activity consists in using the society-owned woods of the people of Abbadia San Salvatore, but also in carrying out activities to enhance the value of the social heritage in the interests of its members. It was conceived and then formed by public notarial deed in 1800. The purpose of the society is to transform individually owned parcels of land, to transform timber into rough and finished products, to run cable ways, ski lifts and other means of transport operated using cables and without tracks for public service, to run sports and other facilities and also to pursue those actions relating to the specified activities. This has led to the decision to set up the network of trails presented here. In the society’s office, in the IAT tourist office of Abbadia and in numerous other places, you can find a detailed map of the trails.

www.macchiafaggeta.com


 

 

La Francigena, un itinerario nella Storia

La Francigena è una strada che potrebbe benissimo essere definita “La Strada” per eccellenza; ma non strada in senso moderno, perché era una direttrice - quindi con un tracciato variabile a seconda dei periodi storici e delle stagioni - che congiungeva Roma con il resto del mondo, qual era quello così definibile in epoca Medievale. Ad ogni modo, dalla Val d'Elsa alla Val d'Orcia, con una ragnatela fittissima di strade e percorsi laterali, attraversava longitudinalmente le Terre di Siena, lasciando ai posteri dei segnavia gioiello come Siena, Monteriggioni, San Quirico d'Orcia e tanti altri. Fu una direttrice tracciata dall'inventiva imprenditoriale di mercanti, dai sandali di penitenti in cerca di ristoro per l’anima, dal passo accorto di avventurieri, dal viavai dei primi viaggiatori in preda alla febbre del conoscere. A distanza di oltre dieci secoli, la Francigena non solo è ancora viva e vitale, ma continua ad essere perfettamente fruibile per i tanti che ancora oggi, “lento pede”, la percorrono per gli stessi viaggi di devozione o di conoscenza. Magari il materiale umano è un po’ cambiato: lo zaino ha preso il posto della bisaccia e la macchina digitale è brandita come l’antico bordone; ma siamo sicuri che la voglia di conoscere è sempre la stessa. Qua una torre, là un castello, più avanti acqua termale dove riprendere fiato e farsi qualche coccola a base di benessere. E poi ancora un luogo di ristoro per assaggiare in tutti i sensi il sapore di questa terra… Mille occasioni per ringraziare il cielo di poter percorrere “La Strada” con tutto il confort di questi anni, rinnovando dentro di noi uno spirito d’altri tempi. Non sarà difficile, perché i silenzi, i panorami, i borghi e le atmosfere sono ancora quelli di epoche lontane.

 

Per maggiori informazioni:

www.francigena.provincia.siena.it

 

 

 

Subcategories

Facebook

Twitter - @Terredisiena

Terredisiena Sulla nostra pagina Facebook gli eventi e le descrizioni per la nuova edizione del #TrenoNatura ! #Toscana #ValdOrcia pic.twitter.com/2GCMKlZ69Z
Terredisiena Check our Facebook page for the events & descriptions of the Treno Natura new edition! #Tuscany #TrenoNatura pic.twitter.com/xoYc5ZOW3H
Terredisiena Buonconvento: an enchanting town in the centre of Crete Senesi area. Discover it www.turismo.intoscana.it/site/en/town/Buonconvento-00002/?d=1&t=loc PhCredits fototoscana.it #Tuscany pic.twitter.com/leGtLku8tq

VIDEOS

This site employs cookies, for both technical and profiling reasons. If you continue browsing, it means you accept their use.