1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Torna alla Home

Sulle tracce della transumanza

Nel cuore delle Crete Senesi


Punto di partenza:
Diga del Calcione, Comune di Lucignano - Arezzo
Punto di arrivo:
La Befa, Comune di Murlo
Lunghezza:
55 km
Durata:
10 - 12 ore in 2 o 3 tappe
Note:
Vari punti di appoggio e abbeveraggio lungo il percorso

SCARICA SCHEDA DEL PERCORSO IN ALTA RISOLUZIONE CON MAPPA (PDF)


DIGA DEL CALCIONE - LA BEFA
Benvenuti nel cuore delle Crete Senesi dove il viaggio assume un'importante chiave di lettura per capire il rapporto tra uomo e territorio. Si viaggia idealmente sulla scia di uomini e greggi affidandosi alla scoperta di sapori ed essenze che caratterizzano i prodotti del territorio, dai formaggi ai salumi. Ma è anche un viaggio nella storia testimoniata dai ritrovamenti etruschi nella zona di Poggio Pinci e Montecalvoli.

 

1° Tratto

DIGA DEL CALCIONE - CASTELLO DI SAN GIMIGNANELLO (PRIMO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 6,2 km
Tempo di percorrenza: 1 ora

Luogo di partenza di questa direttrice ` il comune di Lucignano nella provincia di Arezzo e precisamente la diga del Calcione, situato in una splendida posizione panoramica tra i boschi al confine tra le province di Arezzo e Siena. La diga, costruita lungo il corso del torrente Foenna è diventata negli anni un'area umida di notevole rilievo e nelle sue acque sono presenti grandi quantità di carpe, tinche, persici reali, lucci e numerose altre specie di pesci. La diga del Calcione è un punto strategico in quanto si incontrano qui l'ippovia del Casentino con la direttrice che conduce verso le Terre di Siena e la Maremma, ripercorrendo le tracce delle antiche transumanze che anticamente si muovevano a seconda delle stagioni tra l'entroterra toscano e le terre maremmane. Prima di mettersi in marcia si consiglia una visita di Lucignano, piccolo borgo che rappresenta uno degli esempi più straordinari di urbanistica medievale, per il suo impianto a forma ellittica ad anelli viari circoncentrici. Su strada bianca si raggiunge il Molino del Calcione per proseguire sulla strada che, immersa tra i boschi, conduce fino allo splendido Castello di Modanella, edificato dalla famiglia dei Cacciaconti nel XII secolo e poi passato con tutto il borgo, le numerose case coloniche e mille ettari di terra sotto la proprietà della nobile famiglia senese dei Piccolomini. Oggi il Castello di Modanella è una rinomata e pregiata azienda vinicola che offre ospitalità agrituristica. Si lasciano i boschi e si percorre la strada bianca tra oliveti e vigneti (podere Vignacce) fino ad un bivio sulla sinistra percorrendo il sentiero numerato (528) fino ad oltrepassare il passaggio a livello e il cavalcavia sull'asse di collegamento a scorrimento veloce Siena - Bettolle. A questo punto, ancora su sentiero (527) si attraversano i terreni a valle del Castello di San Gimignanello lungo un'ampia pianura tra vigneti e poi in mezzo al bosco fino ad arrivare al podere Violante.

 

2° Tratto

SAN GIMIGNANELLO - BAGNI DI MONTALCETO (SECONDO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 5,6 km
Tempo di percorrenza: 1 ora circa

Il paesaggio muta abbastanza radicalmente. Boschi e fitta vegetazione lasciano spazi aperti a cielo e colline. Solo terra e cielo, cipressi e strade bianche, disegnano questo straordinario territorio. Ci troviamo nei pressi di Serre di Rapolano dove le ferite della terra sono bianche come la pietra (lapis tiburtinus) formatasi con i sedimenti di carbonato di calcio di cui è ricca l'acqua termale di questa zona. E il travertino visibile affacciandosi verso le storiche cave racconta l'anima chiara di questo territorio. La sapiente opera degli artigiani senesi trasforma blocchi di pietra bianca in piatti, tavoli e oggetti d'arredo domestico molto raffinati. Già gli Etruschi avevano scoperto le potenzialità del travertino che in seguito è stato utilizzato per importanti opere architettoniche come la Torre del Mangia e il Palazzo Piccolomini di Siena, la rinascimentale chiesa di San Biagio a Montepulciano e la bellissima facciata nonchè il campanile della cattedrale di Pienza. Dal podere Violante si scende sulla destra per la Strada Statale 438 in direzione di Asciano per poi imboccare una strada sterrata sulla sinistra che conduce all'antica villa di Poggio Pinci che segna l'ingresso nella suggestiva area delle Crete senesi dove il paesaggio diventa pura arte delle forme. Si prosegue lungo il sentiero molto panoramico in direzione Bagni di Montalceto, ex bagni termali di origine antichissima (vicino a questo sentiero c'è la necropoli etrusca di Poggio Pinci: sentiero numero 4 della Provincia di Siena) e si prosegue ancora verso il podere Pecorile che si trova in posizione panoramica con vista sulla città di Siena a circa 352 metri s.l.m. Le acque di Montalceto sgorgano da fessure che si aprono nel poroso travertino. Le terme di Montalceto sono note dal XIV secolo quando appaiono in un documento del 1333 in una relazione statistica della Repubblica senese a cura di Simone di Jacopo Tondi. Attualmente il territorio fa parte dell'Azienda Agricola Montalceto dove due grandi casali settecenteschi ristrutturati costituiscono un agriturismo, in straordinaria posizione panoramica verso il paesaggio delle Crete. Nelle vicinanze (4 km) si trova il maneggio di Villa dei Boschi, struttura agrituristica specializzata nell'ospitalità di cavalli e cavalieri. Per gli amanti del termalismo si segnala l'opportunità di trascorrere un'intera giornata di relax presso i centri benessere di Rapolano Terme.

 

3° Tratto

BAGNI DI MONTALCETO - BELSEDERE (TERZO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 7,3 km
Tempo di percorrenza: 1 ora e mezzo

Dal podere Pecorile si scende sulla sinistra per la Strada Provinciale 38 di Trequanda raggiungendo la semplice e affascinante stazione ferroviaria dismessa che ospita ancora le gite programmate del Treno Natura. Si oltrepassa il passaggio a livello per risalire poi verso la splendida fattoria di Belsedere. La storica azienda ospita un bell'agriturismo ma è particolarmente famosa per la produzione di un ottimo pecorino e salumi di Cinta senese. Raggiunto il Poggio Pinci è possibile effettuare una variante percorrendo il sentiero 509a. Si passa ai piedi del bosco del Lecceto in direzione del borgo di Montecalvoli lungo una strada bianca di grande fascino che più avanti costeggia l'imponente Castello medievale di Gallico che si affaccia, in posizione spettacolare, sulle Crete. Successivamente si riscende passando dal podere Ormennano fino alla Strada Provinciale 38 per Trequanda, raggiungendo la stazione ferroviaria dimessa e per poi risalire verso la fattoria di Belsedere.

 

4° Tratto

BELSEDERE - SAN GIOVANNI D'ASSO (QUARTO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 5,6 km
Tempo di percorrenza: 1 ora circa

Il viaggio nel cuore delle Crete entra nel vivo e si cavalca avendo l'impressione di navigare tra onde di terra. Dalla Fattoria di Belsedere si scende fino al podere Cetinali, per poi oltrepassare un fosso e la ferrovia Asciano - Montepescali. Si continua fino ad arrivare al podere Canneto e poi si segue una strada di campo sulla sinistra per continuare alla volta di San Giovanni d'Asso che si raggiunge dal basso, prendendo come riferimento il Consorzio Agrario. Dal colle che domina la valle del torrente Asso le Crete offrono tutta la magìa e le atmosfere di una terra pura e profumata. Già perchè San Giovanni è il regno del tartufo bianco che viene celebrato nella tradizionale Mostra Mercato ospitata ogni mese di novembre nel Castello che si erge dal"Borghetto", la parte più alta del paese. Meritano una visita la chiesa di San Giovanni Battista e,soprattutto nella parte bassa del paese, la chiesa di San Pietro in Villore (XI - XII sec). La ricchezza di questo luogo oltre alle pietre nobili di San Giovanni è da individuare nel patrimonio ambientale delle frazioni che circondano la valle dell'Asso, da un punto di vista paesaggistico decisamente superbo. L'intreccio di vallecole ripide che frammentano campi di grano e boschi di roverella creano le condizioni ambientali idonee per la nascita del più pregiato dei tuberi: il tartufo. Per anni esportato senza marchio nelle più famose regioni del nord Italia, il tartufo bianco delle Crete ha ormai raggiunto una propria celebrità. Ben 40 ettari di tartufaie sono oggi monitorati. Le tartufaie sono tenute sotto controllo con una banca dati e inseriti nel piano regolatore del Comune. Il tartufo infatti è anche una sentinella ecologica che segnala il degrado ambientale.

 

5° Tratto

SAN GIOVANNI D'ASSO - BIVIO DI LUCIGNANO D'ASSO (QUINTO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 3,6 km
Tempo di percorrenza: 45 minuti circa

Nota: al bivio di Lucignano d'Asso (tra la fine del quinto e l'inizio del sesto tratto) la direttrice si divide in due tronconi: uno si collega alla direttrice Val di Merse - Montalcino e l'altro si congiunge con la direttrice Montalcino - Radicofani. Si attraversano la ferrovia e l'Asso per seguire la Strada Provinciale 14 (asfaltata, si percorre per circa 300 metri) che conduce a Trequanda. A questo punto si prende la prima strada sulla destra e si prosegue passando accanto a una serie di bei poderi sparsi nel paesaggio tipico e suggestivo delle Crete. Ci si mantiene poco più in alto del corso del fiume Asso fino ad un guado sul torrente Trove dove si incontra la strada sterrata per Lucignano d'Asso, piccolissimo borgo che merita una sosta, magari gustando gli affettati, il pecorino e il buon vino nel cortile antistante l'alimentari-trattoria. L'esperienza vale un parentesi meditativa - gustativa nel bel mezzo della cavalcata.

 

6° Tratto

BIVIO DI LUCIGNANO D'ASSO - BUONCONVENTO (SESTO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 12,8 km
Tempo di percorrenza: 2 ore e mezzo - 3 ore

L'itinerario prosegue tra ondulate campagne e antichi poderi che, al pari dei cipressi, rappresentano importanti punti di riferimento visivo durante la"navigazione" sulle onde argillose delle Crete. Si attraversa nuovamente la Strada Provinciale da San Giovanni d'Asso a Torrenieri, proseguendo poi in salita verso il podere Bertagna e il podere Cassero, raggiungendo il podere Montechiari. Poco dopo si marcia lentamente verso la Fattoria di Vergelle, uno dei luoghi più panoramici delle Crete e ideale per assaggiare ottimi formaggi. Meraviglioso il tratto che scende al torrente Serlate. Si risale la pendice di fronte fino a raggiungere la Strada Provinciale sterrata che conduce all'azienda di Pieve a Salti., La strada di Pieve a Salti è senz'altro una delle più spettacolari delle Terre di Siena e va gustata passo dopo passo: in continuo saliscendi con traiettorie sempre varie e imprevedibili as- seconda le ondulazioni del paesaggio. Attraverso i poderi Caprili e Villa Casale e la località Percenna si raggiunge Buonconvento, tappa storica per viandanti e pellegrini di passaggio lungo la via Francigena. Si aggirano le mura di Buonconvento per raggiungere un paddock, situato proprio dietro al paese dove si può concedere un po' di riposo ai cavalli. Buonconvento, storicamente luogo d'incontri e scontri, scambi e mercati è un punto tappa consigliato anche in considerazione dei servizi turistici che offre al viaggiatore. Geograficamente questa zona segna la confluenza dei corsi d'acqua dell'Arbia e dell'Ombrone. Nella sua pianta rettangolare, delimitata da una cinta muraria, conserva edifici monumentali a testimonianza di un passato importante. Oltre al Palazzo Comunale (con 25 stemmi degli altrettanti podestà che hanno governato la città fino al 1270) invitano alla sosta il Museo di Arte Sacra della Val d'Arbia nel quale, in uno splendido contesto Liberty, sono radunate le opere provenienti da chiese e pievi sparse sul territorio delle Crete e il Museo della Mezzadria.

 

7° Tratto

BUONCONVENTO - LA BEFA (SETTIMO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 13,5 km
Tempo di percorrenza: 2 ore e mezzo - 3 ore

Nota: nei pressi dei poderi Giungheto e Cava di Giungheto, nella zona della Befa, ci si può imbattere una numerosa colonia di gruccioni, coloratissimi uccelli migratori piuttosto rari in Italia. Comincia qui il viaggio di allontanamento dalle terre ampie e solari per incamminarsi verso il crinale di Murlo che segna il confine geografico tra le Crete, Val di Merse e il colle di Montalcino. Da Buonconvento si imbocca la Strada Provinciale 34 di Murlo. Oltrepassato il ponte sul fiume Ombrone si imbocca sulla destra la strada di Piana, fino ad arrivare alla croce di Piana dove si prosegue per la Pieve di Piana. Di fronte alla Pieve si gira a sinistra, si percorre un sentiero lungo un vigneto e ci si dirige verso i poderi Ceppeta e Colle, quindi si risale facendo un giro largo intorno a Castelnuovo Tancredi per arrivare al podere Fornace, attraversando di nuovo la provinciale 34 di Murlo. Una magica solitudine accompagna viandanti e cavalieri verso un mondo integro e originale che fu terra abitata dagli Etruschi. Si prosegue sulla strada bianca della Befa attraversando il podere Giungheto e il podere Cava di Giungheto. In breve si raggiunge il borgo solitario della Befa, ideale per una sosta enogastronomica. Il villaggio ha il fascino dei luoghi isolati frequentati da viaggiatori di passaggio e può essere considerato una sorta di"Far West" delle Terre di Siena.

 

8° Tratto

BIVIO DI LUCIGNANO D'ASSO - FIUME ORCIA (OTTAVO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 22,3 km
Tempo di percorrenza: 3 ore e mezzo - 4 ore e mezzo

Lungo la strada sterrata comunale si sale fino al borgo medievale di Lucignano d'Asso dove si prende a sinistra verso il podere Sant'Alessandro. Si continua sempre dritto per una bella strada di crinale che conduce ai Poderi Santa Maria e Poggio al Vento, fino ad arrivare alla Strada Provinciale 71 di Petroio e Castelmuzio. Dopo poco si imbocca la panoramica carrabile di crinale che fa un bel giro intorno ai calanchi e alle biancane, aspetti geomorfologici che caratterizzano queste aree del senese. Attraversato il torrente Tuoma si arriva lentamente presso il podere Colleguardi. Il viaggio panoramico che dà l'impressione di un volo a bassa quota sulle dolci colline prosegue per un breve tratto sulla Strada Provinciale 46 di Chianciano e poi ancora sulla bella sterrata caratterizzata da grandi vedute sulle campagne circostanti. Si costeggia un acquedotto per poi scendere al fosso del Rigo che viene attraversato due volte prima di cominciare a salire verso i poderi Colombaio e Marciano mentre i campi intorno si fanno sempre più aperti e vasti. A questo punto si apre la vista sulla valle dell'Orcia che si raggiunge scendendo progressivamente per ricollegarsi poi alla direttrice Montalcino - Radicofani, nel greto del fiume Orcia.

 

Submit to DeliciousSubmit to DiggSubmit to FacebookSubmit to Google BookmarksSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Facebook

Twitter - @Terredisiena

Terredisiena Amiata: il più grande vulcano spento della #Toscana . Mount #Amiata : the biggest extinguished volcano in #Tuscany . Ph via @SIENANEWS website pic.twitter.com/aliMzzZXYm
Terredisiena Non servono parole nell'ora della bruma. No words are needed in the mist hour. Credits Giuseppe Moscato via @VisitTuscany #Toscana #Tuscany pic.twitter.com/SnQMHo3Cgx
Terredisiena Tra la terra e il cielo, l'Abbazia di #SanGalgano . Between Earth and sky, San Galgano Abbey. Ph. Crdits Francesco Santantoni Flickr #Tuscany pic.twitter.com/yuDqQYmBtp

I NOSTRI VIDEO

Il nostro sito utilizza i cookies per rendere migliore la tua esperienza di navigazione. Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookies secondo quanto descritto nell'Informativa sui Cookies.