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Sui crinali delle terre di Siena fino alla rocca di Ghino di Tacco

Dalle Crete alla Val d'Orcia passando per il Monte Cetona


Punto di partenza:
Torrenieri, Comune di Montalcino
Punto di arrivo:
Radicofani
Lunghezza:
104 km
Durata:
17 - 20 ore in 4 tappe
Note:
Presenza di punti ristoro e punti tappa; corsi d'acqua o altre possibilità di abbeveraggio lungo tutto il percorso

SCARICA SCHEDA DEL PERCORSO IN ALTA RISOLUZIONE CON MAPPA (PDF)


TORRENIERI - RADICOFANI
Viaggio straordinario che attraversa da nord a sud il territorio senese collegando le Crete senesi alla Val d'Orcia passando per il polmone verde del monte Cetona. Queste terre sintetizzano il concetto di arte del paesaggio che trova nella Val d'Orcia l'espressione più vicina alla perfezione. Si cavalca tra colline e ampie valli affacciandosi su una tera disegnata dal vento, dall'acqua e dalla mano dell'uomo.

 

1° Tratto

TORRENIERI - MONTICCHIELLO (PRIMO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 23 km
Tempo di percorrenza: 4 - 5 ore

Questa direttrice nasce nel cuore della Val d'Orcia, laddove le Terre di Siena sono ampie, ondulate e solari. Nella storia di Torrenieri i viaggi a cavallo sono un'antica tradizione. Passava qui infatti l'antica"Via Romana postale da Firenze a Ponte Centino" alla quale poi si sovrappose la"Via regia postale". Per la precisione Torrenieri nell'800 era l'ottava posta dove si cambiavano i cavalli per proseguire alla volta di Radicofani (undicesima posta) e Pontecentino. Il paesaggio disegna profili dolci e netti e, già dalla partenza, l'impatto con l'ambiente delle crete è decisamente forte tra strade bianche e cipressi. Ci troviamo non distanti da San Giovanni d'Asso, patria del tartufo, conosciuto anche come l'"oro bianco delle crete". Da Torrenieri si segue la vecchia Cassia in direzione di San Quirico d'Orcia per circa 600 metri, su asfalto. Si attraversa il ponte sul torrente Asso, si lascia il cimitero a destra e pochi metri dopo, ancora a destra si imbocca una carrabile sterrata verso i poderi Triboli di Sopra e Montechiari in posizione molto panoramica. Si prosegue ora su una strada sterrata che scende lungo dolci ondulazioni punteggiate da isolati cipressi, si passa sotto la nuova Cassia fiancheggiando un boschetto di cipressi a forma tondeggiante, isolato in mezzo a collinette coltivate, molto spettacolare e molto fotografato, un'icona delle Terre di Siena. Si arriva a San Quirico d'Orcia transitando per i poderi Oria Bianca e Belladonna. La presenza di posteggi con piante subito fuori del paese favorisce una sosta per rifornimento e per una rapida visita del centro storico dove si consiglia di visitare la Collegiata e il Palazzo Chigi. L'itinerario continua lungo un breve tratto di asfalto in direzione di Pienza poi piega a destra attraverso i poderi Cernecchio, Casabianca, Poggio Bacca, San Tito, Colombaio. Questo tratto del percorso si snoda lungo un saliscendi che asseconda i profili del territorio caratterizzato dalle tipiche crete con belle vedute sulla campagna e sulle cittadine circostanti. Immersi in questo magnifico paesaggio si raggiunge l'antica Pieve di Corsignano (si può visitare rivolgendosi al custode che abita a fianco) e successivamente Pienza. L'ingresso a cavallo dentro la città non è consentito. Si lasciano quindi i cavalli lungo la strada asfaltata di circonvallazione e in pochi minuti si raggiunge a piedi il centro della città. Pienza merita una sosta . Si consiglia di raggiungere la Piazza Pio II con la Cattedrale, il Palazzo Vescovile, il Palazzo Piccolomini e il Palazzo Comunale. La città si presta anche ad una pausa pranzo o spuntino a base di pecorino di Pienza. Si prosegue per la strada di circonvallazione in direzione di Monticchiello presto visibile su una collina di fronte. La strada sterrata, in forte discesa nel primo tratto, si snoda lungo suggestivi calanchi di argilla e sullo sfondo del borgo fortificato. Si superano alcune case coloniche (Casa Andrei, Podere Lucignanello, Casa al Piano) per giungere ai piedi di Monticchiello. L'ingresso a cavallo nel vecchio borgo non è consentito; se ne raccomanda, però, una visita a piedi. Monticchiello si trova in magnifica posizione sulla Val d'Orcia e offre possibilità di sosta con eventuale cena, pernottamento e posta cavalli, in uno degli agriturismi lungo la strada.

 

2° Tratto

MONTICCHIELLO - FONTE VETRIANA (SECONDO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 32 km
Tempo di percorrenza: 5 - 6 ore

Dal quadrivio ai piedi di Monticchiello, dopo un breve tratto di asfalto, si procede in direzione dei poderi La Piana, Collo Sodo, Querci, Croce, San Giovanni fino a raggiungere, scendendo verso la valle del fiume Orcia, l'agriturismo Le Checche. Raggiunta la strada provinciale di fondovalle, si prosegue a sinistra su asfalto per circa 300 metri per poi prendere, di nuovo a sinistra, una strada sterrata che, snodandosi in mezzo a suggestive collinette di argilla, sale verso i poderi Poggio Meriggi, Torricelle, San Bernardino e Casa Nuova (agriturismo). A questo punto il percorso segue in discesa un antico viale delimitato da cipressi che ne disegnano i dolci tornanti fino a giungere ad una strada asfaltata: si attraversa e, oltrepassato il Podere Sant'Antonio, si raggiunge la località Osteria. Possibilità di ristoro e sosta cavalli.

 

3° Tratto

FONTE VETRIANA - CELLE SUL RIGO (TERZO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 25 km
Tempo di percorrenza: 4 ore

Lasciando Fonte Vetriana, località abitata fin dalla preistoria per la presenza di una sorgente e la posizione favorevole, si segue la strada carrabile bianca a sinistra in direzione di San Casciano dei Bagni. Seguendo sempre il tracciato principale si vedono sulla destra Borgo Fastelli e Fonte Renza . Quest'ultimo borgo, ancora abitato costituisce uno degli ultimi presidi della montagna. A questo punto si lascia la strada principale per girare a sinistra: si imbocca la strada in salita di Valle Saccaia che entrando nel bosco ci permette di ammirare la flora ad un'altezza di circa 800 metri s.l.m. e permette di travalicare la montagna e passare dal versante ovest, tra il parco archeologico e naturalistico del Monte Cetona e il parco naturale e culturale della Val d'Orcia, al versante est, rivolto verso la Val di Chiana. Superato il podere Casanova e Valle Saccaia, il percorso consente di entrare in contatto con una flora formata da cerri, carpini, lecci, cerri ed un sottobosco caratterizzato da un'infinità di specie tra cui la felce, l'elleboro, la rosa canina, la ruscus e tanti fiori tra cui varie specie di orchidee mediterranee, ciclamini, campanule e geranei. La ricca vegetazione delle rupi con una varietà di piante e di colori conferisce all'ambiente un suggestivo aspetto di giardino rupestre. Si raggiunge la strada asfaltata della montagna e sulla destra, percorrendo circa 600 metri di asfalto, c'è una possibilità di sosta nell'area attrezzata"I Cancelli". Si prosegue tornando indietro al quadrivio precedente e prendendo la strada a destra in direzione Camporsevoli. La strada bianca scende ad est e permette di cogliere già le differenze morfologiche relative alla stratigrafia del terreno rispetto al versante ovest. Dopo circa 2 Km, poco prima di Camporsevoli (si consiglia la visita del piccolo borgo), si prende la strada a destra di mezza costa che permette in alcuni tratti ampie vedute sulla Val di Chiana. Si superano il Podere Elmino, Elmo e La Macchia per arrivare, dopo circa 5 km, al Podere Le Murate e vedere spuntare dai colli il suggestivo scorcio del borgo di San Casciano dei Bagni. Si percorre a destra un breve tratto di asfalto e per poi imboccare la strada bianca a sinistra dopo le Murate in direzione Armatello. Si prosegue diritti fino a superare la Villa Ostini sulla sinistra e lasciare la strada principale per prendere a sinistra la via in direzione Armatello. Questa è una strada di crinale molto panoramica che passa per la tenuta Armatello attraverso i poderi e le stalle della azienda agricola fino ad arrivare al podere Balena. Dopo il podere si prosegue in discesa prendendo la strada in terra battuta a destra (non la strada bianca) che entra nel bosco. Alla fine della strada si raggiunge il campo sottostante, si tiene la sinistra costeggiando il bosco per un breve tratto, quindi si inizia a scendere seguendo la direzione verso destra prendendo come punto di riferimento un albero in mezzo al campo, superando la siepe che taglia in verticale il campo stesso. Arrivati in fondo (dislivello di circa 200 metri) si trova il passaggio per prendere la strada asfaltata (Strada Provinciale della Valle del Rigo) e andare a destra. Dopo circa 600 metri di asfalto si gira sulla prima strada in terra battuta a sinistra (prima del ponte sul torrente Rigo). Si attraversa il torrente Rigo e si prosegue tenendo la sinistra sulla strada pianeggiante. Si oltrepassa di nuovo il torrente e si prosegue attraverso il bosco che si fa più fitto ma che è comunque percorribile a cavallo. Si incontra un altro guado, un altro breve tratto di sterrato e un altro guado ancora. Poi si prosegue a sinistra iniziando a salire. La strada è ancora in terra battuta fino al podere abbandonato Erosa. Da qui si tiene la destra prendendo la strada bianca carrabile; si sale ancora a sinistra prendendo poi la strada sulla destra con due cipressi all'ingresso e l'indicazione Il Poggio. Si consiglia la visita del borgo (anche a cavallo) di Celle sul Rigo,"castrum de cellis" con la Torre, la chiesa di San Paolo e i notevoli portali dei palazzi storici.

 

4° Tratto

CELLE SUL RIGO - RADICOFANI (QUARTO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 24 km
Tempo di percorrenza: 4 ore

Lasciando la strada del Centro equestre Il Poggio si prende la strada bianca in discesa a sinistra, fino al al primo bivio dove si gira ancora a sinistra. Superato il podere Casa del Rigo si prosegue in discesa fino al guado con passerella in cemento. Da qui si prosegue diritto in salita tenendo la destra. Superato il podere Sargiunto, dopo il podere diroccato Batetole si trova sulla sinistra un capannone - ricovero per le pecore. Si lascia la strada bianca per imboccare lo sterrato a sinistra. Si segue il tracciato che arriva in cima al crinale del podere Colombaiolo dove si nota, nonostante le condizioni fatiscenti, la bellezza di un edificio che in passato era una villa padronale con cappella privata e viale secolare di cipressi. Si arriva in salita fino al podere sul bivio proseguendo poi sulla strada a sinistra e ammirando la Rocca di Radicofani (sulla sinistra). Oltrepassato il podere, all'altezza di un grosso sasso a destra, si prende la parallela alla strada bianca (che finirebbe al podere Pian di Goro), proseguendo fino a superare l'agriturismo. Si riprende la strada bianca che lambisce la Locanda la Palazzina, antica casa di caccia immersa in un bel parco secolare di cipressi e lecci. L'itinerario prosegue prendendo la strada che scende a sinistra su fondo in terra battuta procedendo ancora avanti per scendere a sinistra fino all'attraversamento di un piccolo rigagnolo. Si risale attraversando un bosco, fino alla Madonna delle Vigne, chiesa diroccata adiacente a un podere ristrutturato. Lasciando alle spalle la chiesa si prosegue lungo la strada bianca sulla sinistra che salendo lambisce altri poderi ristrutturati. Raggiunto il successivo bivio si tiene la destra arrivando all'innesto sulla strada asfaltata per Radicofani. Si va a sinistra percorrendo un breve tratto di asfalto per imboccare la prima strada bianca sulla destra. Questa porterà all'abitato fino alla porta del borgo di Radicofani. Si consiglia di seguire la strada all'interno del borgo in direzione Rocca. Il castello di Radicofani del IX secolo, situato in posizione strategica di dominio sulla via Francigena, fu fortificato dal Papa anglosassone Adriano IV per arrestare l'avanzata di Federico Barbarossa. Si consiglia la visita. Ritornando indietro è preferibile seguire le indicazioni per la Villa Medicea"La Posta" costruita nel 1500 su disegno del Buontalenti. Si percorre un tratto di asfalto in direzione Roma ed al bivio successivo si imbocca la strada bianca a sinistra. Questo è un tratto dell'antica Via Cassia coincidente con la Via Francigena. Spettacolare il paesaggio collinare con i tipici calanchi. Oltrepassato il podere diroccato sulla destra,"Casal Sarti", si lascia la strada principale per deviare a sinistra all'altezza del podere ristrutturato Casal Maestro (visibile sulla destra), per scendere lungo la strada sterrata fino ad arrivare al podere abbandonato Bernabè. Il percorso continua a sinistra per un breve tratto, quindi, attraversata una passerella in cemento, si va a destra per ritrovare il passaggio di un'altra passerella in cemento sul torrente Rigo. A questo punto, percorrendo lo stesso tratto di strada percorso in precedenza, si risale per superare il podere Casa del Rigo. Si sale fino al successivo bivio per riprendere la strada a destra, con due cipressi al suo inizio, verso il centro equestre del Poggio.

 

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