1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Torna alla Home

Boschi segreti, nobili vigneti e antiche pievi

Dal Chianti alla Val di Merse passando per la Montagnola


Punto di partenza:
Badia a Coltibuono, Comune di Gaiole in Chianti
Punto di arrivo:
Poggio Tagliato, Comune di Monticiano
Lunghezza:
80 km (esclusa variante di 28 km)
Durata:
13 - 17 ore in 3 o 4 tappe
Note:
Vari punti di appoggio e di abbeveraggio lungo il percorso

SCARICA SCHEDA DEL PERCORSO IN ALTA RISOLUZIONE CON MAPPA (PDF)

 

BADIA A COLTIBUONO - POGGIO TAGLIATO
Si attraversa il Chianti, terra di storici e nobili vigneti, ricoperto di grandi boschi dove la presenza dell'uomo è appena percettibile. Attraverso l'intimità della Montagnola si raggiunge la Val di Merse, una delle aree più autentiche e sconosciute di questo territorio, un vero paradiso per le vacanze a cavallo.

 

1° Tratto

BADIA A COLTIBUONO - SAN FEDELE (PRIMO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 16,5 km
Tempo di percorrenza: 2 ore e mezzo - 3 ore

Questa direttrice è uno straordinario viaggio che entra nel cuore verde delle Terre di Siena. Si parte dalle alture del Chianti, in un luogo di grandi silenzi: Badia a Coltibuono, a pochi chilometri da Gaiole in Chianti. L'antico monastero è immerso in una foresta di abeti bianchi e risale al 1051. Ha ospitato i monaci benedettini Vallombrosani fino al 1810; successivamente, nel XV secolo, l'abbazia del"Buon Raccolto" subì un notevole sviluppo essendo sotto il patronato di Lorenzo de' Medici. Attualmente è una villa-fattoria dove si produce un ottimo vino. Il giardino della Badia ricalca l'impianto dell'antico hortus conclusus caratterizzato da geometriche di siepi di bosso con inserimenti di piante aromatiche e officinali. Di fianco alla Badia si erge un monumentale cedro del Libano alto venti metri, con una circonferenza del tronco di 7 metri, censito nell'elenco delle piante monumentali della Toscana dal Corpo Forestale dello Stato. Il viaggio comincia in discesa lasciandosi Badia a Coltibuono alle spalle e dopo circa 1,5 km si attraversa la Strada Provinciale 429 (asfaltata) per continuare verso San Donato Imperano. La strada penetra nel bosco sottostante al paese conducendo nelle vicinanze di Gaiole in Chianti. Il paese si distende longitudinalmente nella valle del torrente Massellone e nella storia è stato luogo di incontri e mercati. Già prima dell'anno 1000, i"popoli" dei villaggi d'"altura", scendevano verso la valle per incontrarsi e mercanteggiare, dando vita al nucleo che divenne poi il centro principale dell'intera vallata. Si aggira il paese dal lato occidentale per raggiungere senza difficoltà il borgo medievale di Vertine che delimita l'estremità nord orientale del Chianti a ridosso dei Monti omonimi. Ci troviamo in una zona selvaggia e ricca di castelli. Si consiglia una breve sosta per affacciarsi sui boschi e i vigneti del Chianti, godendo di una veduta"aerea" molto spettacolare. L'itinerario prosegue scendendo verso la Strada Provinciale 2: la si costeggia per circa 300 metri e successivamente si gira a sinistra, per oltrepassare il Torrente Piana. Si prosegue ora in direzione di San Giusto in Salcio dove si imbocca la strada sterrata di fondo valle che procede alla volta di San Fedele. Termina qui la prima sezione di questa direttrice. Dopo le alture si viaggia ora in un territorio collinare di grande suggestione.

 

2° Tratto

SAN FEDELE - RENCINE (SECONDO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 13 km circa
Tempo di percorrenza: 2 ore - 2 ore e mezzo

Ci troviamo nel territorio di Radda che si sviluppa lungo la valle del fiume Pesa, silenziosa e immersa nei grandi boschi del Chianti. Giunti a San Fedele, percorrendo una strada sterrata che corre poco a nord di Vagliagli caratterizzata dalla presenza di antichi poderi, si procede alla volta di Fonterutoli, passando nelle vicinanze della necropoli etrusca di Castellina in Chianti. Il Castello di Fonterutoli lega il suo nome a uno dei vini più famosi e apprezzati d'Italia, il Chianti Classico che si produce in questo territorio. Prima o poi conviene regalare una pausa ai cavalli e meditare davanti a un calice di nobilissimo rosso, nettare ottenuto principalmente da uvaggio Sangiovese e in piccola parte Cabernet Sauvignon. Da qui, scendendo verso valle e seguendo parallelamente il corso del Torrente Gena, si arriva alla bellissima fattoria fortificata di Campalli, situata proprio nei pressi dell'interessante borgo di San Leonino che merita senz'altro una visita. Si prosegue quindi in direzione del Podere Giardino e, sempre mantenendosi sul sentiero segnato si percorrono strade di campo acciottolate fino a raggiungere al Podere Sietina. Da qui si prosegue in direzione della Fattoria di Montelupo che offre una bella vista sul paesaggio circostante e costituisce quindi un ottimo punto di orientamento. Attraversata la Gena all'altezza del Podere Canale si sale il fianco della collina fino alla strada di crinale non distanti dalla la bellissima chiesa di Rencine che merita una sosta.

 

3° Tratto

RENCINE - FATTORIA DI FIORETA (TERZO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 6,8 km
Tempo di percorrenza: 1 ora circa

Il viaggio prosegue tra poderi e storiche fattorie. Seguendo la strada che scende verso valle si passa per la Fattoria di Busona. La dimensione del viaggio lento appare evidente quando, dopo alcuni tornanti, si transita sotto la superstrada Siena - Firenze e successivamente si attraversa un passaggio a livello della linea ferroviaria Siena - Empoli. Sulla destra in alto si può vedere la bella fattoria di Stomennano. Questo tratto del percorso costituisce una sintesi del paesaggio toscano in cui si alternano boschi, vigneti, oliveti, campi di grano. Da qui si può raggiungere il meraviglioso borgo di Monteriggioni percorrendo l'antica Via Francigena. Il borgo domina l'ampia Val d'Elsa. Nel 1213 i Senesi avevano protetto il cuore del villaggio con una imponente cinta muraria per difendersi dagli assalti dei Fiorentini. La struttura si caratterizza per la presenza di 14 torri descritte anche nell'Inferno dantesco al Canto XXXI (Però che come sulla cerchia tonda/Montereggion di torri si corona/così ('n) la proda che 'l pozzo circonda/torreggiavan di mezza la persona/li orribili giganti...). Cavalcando tra i vigneti si raggiunge il caseggiato di Bracciano e poi, in evidente ripida salita, si arriva alla Fattoria di Fioreta, punto di raccordo con la direttrice dell'alta Val D'Elsa.

 

4° Tratto

FATTORIA DI FIORETA - SAN LEONARDO AL LAGO (QUARTO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 11,5 km
Tempo di percorrenza: 2 ore circa

Dalla Fattoria di Fioreta, imboccando sulla sinistra una strada larga ed agevole si raggiunge in breve una radura nascosta nel cuore di un bosco dove parte un sentiero attualmente non segnato che conduce al Podere Casanova di Colle Ciupi. Ancora tra i vigneti e poi lungo la strada dell'acquedotto si transita per le località Fungaia e Casagatti. In ripida discesa si giunge ad Altichiari, piccolo e grazioso borgo e, infine, a Santa Colomba, pregiata villa del '500 disegnata da Baldassarre Peruzzi. Attraversando l'asfalto di Santa Colomba (che può risultare particolarmente scivoloso) si scende sotto il paese. Si attraversa la Strada Provinciale 101 in corrispondenza del ponte sul Fosso Arnano e da qui si arriva a Ripostena seguendo il fosso Arnano. Successivamente si sale alla fattoria di Bell'Aria e, all'altezza del podere Pastine di Sopra, si prosegue verso l'abbazia di San Leonardo a Lago. La piccola chiesa è famosa per gli affreschi di Lippo Vanni e Giovanni di Paolo; risale al XII secolo e sorge in cima ad una collina che domina una valle, dove una volta c'era un lago. In origine era un eremo, oggi visitabile. Si può quindi ammirare la semplice facciata a capanna della chiesa, decorata da un portale e da un occhio, ed i resti del convento, oggi trasformato in abitazione privata.

 

5° Tratto

SAN LEONARDO AL LAGO - PONTE ALLO SPINO (QUINTO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 6 km
Tempo di percorrenza: 1 ora

Da San Leonardo al Lago si raggiunge, con una strada diritta e in salita, l'Eremo di Lecceto, luogo di grande fascino da sempre dedicato alla spiritualità nel segno di Sant'Agostino. Tra il '200 e l'800 fu la casa dei padri Agostiniani cacciati, poi, da Napoleone; in seguito è stata la volta della clausura di monache agostiniane. Anche Caterina da Siena faceva riferimento a questo luogo. Un antico manoscritto così recita:"Questa solitudine leccetana sovente frequentava la gran serva di Dio Caterina da Siena la quale ricorreva al consiglio e all'orazione di quei dotti e santi padri" (Sacra Leccetana Selva, sec. XVII). L'itinerario prosegue arrivando nei pressi dell'acquedotto, raggiungendo successivamente il podere Pianali. Attraverso strade di bosco, si arriva in discesa a Toiano e successivamente, ancora tra i vigneti, si arriva al Ponte allo Spino non distante dall'omonima Pieve. Ci troviamo nel territorio di Sovicille e della Val di Merse dove la Montagnola si distende in un'ampia pianura. La Pieve di San Giovanni Battista è una tappa imperdibile di questo viaggio, un simbolo pregiato dell'architettura romanica in Terra di Siena.

 

6° Tratto

PONTE ALLO SPINO - STIGLIANO (SESTO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 9,5 km
Tempo di percorrenza: 1 ora e mezzo - 2 ore

Giunti in prossimità del Ponte allo Spino si può entrare dentro il fosso Arnano, armato e pavimentato. Poco dopo, all'altezza del Ponte Grande nel punto in cui l'Arnano diventa Rigo, è previsto l'attraversamento della Strada Provinciale 73 che richiede prudenza (poco traffico ma molto veloce). Poi si imbocca una strada di campo verso la fattoria di Linari. Si guada il torrente Serpenna e si attraversa la Strada Provinciale di Ampugnano, la numero 105. Da qui si prende il viottolo parallelo al Torrente Serpenna e poi si continua su strada sterrata fino al Podere Casa San Francesco. All'incrocio con la strada comunale del Padule si gira a sinistra verso la Strada Provinciale del Piano di Rosia, all'altezza del borgo di Stigliano. Questa zona è molto frequentata dagli appassionati di turismo equestre e ci troviamo a poca distanza dal borgo di Bagnaia, luogo noto per il tradizionale concorso ippico.

 

7° Tratto

STIGLIANO - POGGIO TAGLIATO (SETTIMO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 17 km
Tempo di percorrenza: 3 ore - 3 ore e mezzo

Si attraversa la strada asfaltata che collega il paese di Rosia alla Strada provinciale 73 Siena - Grosseto e, costeggiando sulla destra una vigna, si passa dietro alla chiesa della Poderina. Da qui si entra nel caratteristico abitato di Stigliano, e ci dirigiamo verso la fattoria di Montestigliano, attraversando i famosi viali delimitati da cipressi. A questo punto è possibile concedere un po' di riposo ai cavalli, pensare ad una sosta più o meno lunga oppure ad una interruzione del viaggio itinerante per dedicarsi all'esplorazione di questa zona. Viaggiare a cavallo in questo spicchio di Toscana solitaria e incontaminata è un'esperienza da non perdere. Si attraversano valli, boschi, fiumi e silenziose radure e non sono esclusi incontri con cinghiali e caprioli, i"padroni di casa" di questo territorio. Il viaggio prosegue scendendo verso l'abitato di Brenna, dove si attraversa il fiume Merse su di un guado a briglia. Arrivati davanti al podere Calcinari si prende a destra e si sale fino alla strada di crinale molto panoramica per proseguire sempre dritto fino alla strada asfaltata in vicinanza del podere La Pineta, raggiunto il quale si svolta a destra verso Iesa fino al bivio di Poggio Tagliato. Da qui è possibile seguire lo spettacolare anello di San Galgano.

 

8° Tratto *

PORNELLA - SAN GALGANO (OTTAVO TRATTO *)
Lunghezza del percorso: 16,3 km
Tempo di percorrenza: circa 3 ore

Cavalieri abituati o allenati ai percorsi medio lunghi possono compiere questo percorso in una sola giornata. Si tratta di un piccolo grande viaggio che non dovrebbe mai mancare nell'esperienza di un viaggiatore a cavallo. Si parte da un punto intermedio dopo circa 8 km sulla direttrice tra Stigliano e Poggio Tagliato lungo una strada sterrata in discesa che offre una ottima vista della vallata del fiume Merse. Si entra nella riserva naturale dell'Alto Merse in corrispondenza del podere Mallecchi e dopo circa 2 km si attraversa il fiume Merse. Proseguendo dritti per la strada comunale si incontra un punto sosta organizzato con capanna e posta per cavalli: ideale per una sosta programmata o per un riparo in caso di maltempo. Continuando invece per la strada sterrata il bosco diventa di alto fusto e dopo poco sulla destra sfilano le vestigia di una fortificazione medievale. In questo tratto di fiume, nel periodo estivo, vi sono diverse possibilità di balneazione. Dopo una ripida salita si segue il confine della Riserva Naturale dell'Alta Merse raggiungendo il podere La Palazzina dove, su richiesta, viene data assistenza e pernottamento a cavalli e cavalieri. In alternativa è possibile imboccare la strada tagliafuoco o"cessa" a metà strada dove si gode di magnifici panorami, anche se nel periodo estivo può fare molto caldo per la mancanza d'ombra. Dalla Palazzina si prosegue per il podere Cerbaiola, entrando nel territorio di una azienda faunistico venatoria, dove si trova una sbarra che può essere aperta previ accordi con il proprietario. Si continua verso il podere La Tabaccaia, dopo poco si attraversa il fiume Feccia e si prosegue verso la statale 73 bis che si attraversa non lontano da un distributore. Continuando per tracciati campestri si giunge all'eremo di Montesiepi e all'abbazia di San Galgano. A questo punto abbiamo percorso circa 18 Km. L'abbazia cistercense di San Galgano è l'icona più forte, il simbolo di questa terra. Storicamente e architettonicamente è uno degli edifici religiosi più importanti del senese e costituisce una delle espressioni più autorevoli in Italia dello stile gotico-cistercense. Giungervi a cavallo è una grande emozione. Il luogo è legato alla figura di Galgano Guidotti, un giovane nobile di Chiusdino nato nel 1148. Contro la volontà della madre e della promessa sposa decide di vivere da eremita sul colle di Monte Siepi. La sua croce sarà la spada infilzata nella roccia. Ma l'avventura eremitica dura solo un anno. Morirà infatti il 3 dicembre 1181 all'età di 33 anni per essere proclamato santo quattro anni dopo. Il miracolo della spada nella roccia ispira il parallelismo tra la storia di San Galgano e il cosiddetto"circolo del Graal" dove il rinsaldare le estremità della spada spezzata varrebbe a provare qualità eroiche.

 

9° Tratto *

SAN GALGANO - PODERE FERRAIA (NONO TRATTO *)
Lunghezza del percorso: 12 km
Tempo di percorrenza: 2 ore e mezzo

Da San Galgano si prosegue guadando la Merse per il percorso attrezzato e segnalato e dopo pochi chilometri si arriva al borgo medievale di Monticiano. Si prosegue per piazza Sant'Agostino dove si imbocca via delle Mura. Bella la vista sulla valle del torrente Gonna. Imboccando la vecchia strada Monticiano-Iesa si arriva nei pressi dell'agriturismo il Mulinello, proseguendo invece lungo il corso del torrente Gonna, seguendo un ruscello sulla destra, si arriva al podere Il Canile. Non distante da qui c'è l'eremo di Camerata. Da qui proseguendo per strade di bosco ed orientandosi verso una linea elettrica ad alta tensione si arriva, dopo 4,5 km, sulla strada asfaltata nei pressi della Pineta-Iesa in località Carrotto dove si trova l'agricampeggio Le Fontanelle. Proseguendo invece sulla destra per la strada principale si raggiunge la cima di Monte Quoio, punto panoramico ma caratterizzato da un fondo asfaltato assai ripido con un percorso più lungo: la variante però risulta lunga e impegnativa. In località Carrotto ci si ricongiunge alla direttrice principale Chianti - Montagnola Val di Merse che prosegue a sinistra sulla strada asfaltata verso La Pineta. Dopo circa 2 km si incontra sulla sinistra la sterrata (aggirare la sbarra) del Poggio Tagliato che, dopo circa 3 km, porta al podere Ferraia. Girando a sinistra si giunge al podere La Ripa, e successivamente a Tocchi dove c'è un punto ristoro. Il Castello di Tocchi è un borgo medievale del 1100. Benché pesantemente coinvolto nelle guerre tra senesi e fiorentini ha mantenuto inalterato il suo antico fascino che si ritrova nella cinta muraria e nello splendido arco di ingresso. Intorno al borgo la vista si perde tra boschi di castagni, sughere, lecci e colline dominate dalla vetta del monte Amiata.

 

Submit to DeliciousSubmit to DiggSubmit to FacebookSubmit to Google BookmarksSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Facebook

Twitter - @Terredisiena

Terredisiena Amiata: il più grande vulcano spento della #Toscana . Mount #Amiata : the biggest extinguished volcano in #Tuscany . Ph via @SIENANEWS website pic.twitter.com/aliMzzZXYm
Terredisiena Non servono parole nell'ora della bruma. No words are needed in the mist hour. Credits Giuseppe Moscato via @VisitTuscany #Toscana #Tuscany pic.twitter.com/SnQMHo3Cgx
Terredisiena Tra la terra e il cielo, l'Abbazia di #SanGalgano . Between Earth and sky, San Galgano Abbey. Ph. Crdits Francesco Santantoni Flickr #Tuscany pic.twitter.com/yuDqQYmBtp

I NOSTRI VIDEO

Il nostro sito utilizza i cookies per rendere migliore la tua esperienza di navigazione. Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookies secondo quanto descritto nell'Informativa sui Cookies.