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Amiata

Viaggio intorno alla montagna


Punto di partenza:
Castell'Azzara (Riserva Naturale di Monte Penna, Loc. Il Cornacchino)
Punto di arrivo:
Castell'Azzara (Riserva Naturale di Monte Penna, Loc. Il Cornacchino)
Lunghezza:
140 km circa
Durata:
circa 23 ore in 4 tappe
Note:
Il percorso presenta la possibilità di effettuare punti tappa per cavalli e cavalieri. I paesi toccati dal grande anello dell'Amiata sono Abbadia San Salvatore, Vivo d'Orcia e Santa Fiora

SCARICA SCHEDA DEL PERCORSO IN ALTA RISOLUZIONE CON MAPPA (PDF)



 

 

 

1° Tratto

RISERVA NATURALE DI MONTE PENNA - ABBADIA SAN SALVATORE (PRIMO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 
Tempo di percorrenza: 6 ore e mezzo

Il punto di partenza si trova nella Riserva Naturale del Monte Penna (circa 2.500 ettari) e il percorso su strade bianche attraversa subito le vecchie miniere del Siele, splendido esempio di archeologia industriale. passando per il villaggio minerario ormai abbandonato. In breve si raggiunge la Riserva Naturale del Pigelleto. Si oltrepassa il poggio Pampagliano arrivando alla Direzione, Centro Visite della Riserva Naturale. Dalla Direzione, dopo circa 400 metri di asfalto in direzione Piancastagnaio, si piega a sinistra imboccando la strada di crinale sull'alta valle del Fiora per raggiungere Saragiolo. Da qui è possibile effettuare una breve deviazione verso Tre Case per visitare la chiesa del SS Crocifisso (XVI sec), il "leccio di San Francesco" e osservare la "scogliera", frattura nella roccia vulcanica. Da Saragiolo si sale verso la montagna attraverso un bosco di castagni; successivamente si attraversa la strada provinciale proseguendo fino al Podere Cipriana entrando in una bella abetaia. Dal Podere Cipriana si scende fino ad Abbadia San Salvatore fino al limitare della zona urbana proprio dove si trova la zona mineraria. In paese meritano senz'altro una visita il Parco Minerario, l'Abbazia e il centro storico che conserva l'originaria pianta medievale. Abbadia San Salvatore è interessata anche da una deviazione del percorso principale della Via Francigena. Da Abbadia San Salvatore si transita presso l'Ermeta, chiesa dei monaci di San Salvatore dove la leggenda racconta che vi sia sepolto Ratchis, re longobardo e fondatore dell'abbazia. La parte finale della prima tappa passa per l'Acquapassante, sorgente di acqua sulfurea sviluppandosi tra monumentali castagni, proprio sotto la scogliera vulcanica. La prima tappa termina presso l'Azienda Agrituristica Trefossata.

 

2° Tratto

ABBADIA SAN SALVATORE - PESCINA (SECONDO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 
Tempo di percorrenza: 5 ore e mezzo

Da Trefossata si torna verso la montagna tra i castagni e poi nella grande faggeta raggiungendo così la zona del Vivo d'Orcia passando dall'Ermicciolo, la parte eremitica del monastero camaldolese del Vivo (XI sec.) che si trova sulle sorgenti del Vivo da cui si approvvigiona la città di Siena. La zona del Vivo d'Orcia è senz'altro una delle più interessanti dell'Amiata e si caratterizza per la presenza dell'Abetina, bosco di Abete Bianco autoctono (uno degli ultimi rimasti in Toscana) e la Contea con l'imponente cinquecentesco Palazzo Cervini costruito su progetto del cardinale Marcello Cervini sulla pianta del vecchio monastero camaldolese. Dal Vivo d'Orcia si prende la strada panoramica che porta verso l'agriturismo I Lecci (possibile punto ristoro). Si attraversa una grande azienda agricola (Cooperativa La Querce) dove si alleva la vacca chianina, allo stato semibrado e si giunge in località Fosso al Lupo dove si prende la "Strada dei Granai" fino a toccare la strada provinciale che collega Seggiano e Castiglion d'Orcia. Da qui, su strada bianca, si risale verso la Pescina con possibile deviazione verso Seggiano con il Giardino di Daniel Spoerri e il Castello di Potentino. La seconda tappa termina presso l'Azienda Il Felcetone.

 

3° Tratto

PESCINA - AIOLE (TERZO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 
Tempo di percorrenza: 5 ore

Dalla Pescina si risale verso la montagna e attraversando un bosco di castagni e, successivamente, un'abetaia, si raggiunge la faggeta dove si trova il Rifugio Forestale Capovetra proprio nei pressi delle sorgenti più "alte" dell'Amiata (intorno ai 1.100 metri). Da qui, tra i 1.100 e i 1.300 metri, si transita in una delle più belle faggete della montagna caratterizzata da alberi monumentali e imponenti massi trachitici che movimentano il dorso della montagna. Si arriva così nelle vicinanze di Arcidosso in località Aiole, possibile punto tappa con vari luoghi attrezzati.

 

4° Tratto

AIOLE - CASTELL'AZZARA - IL CORNACCHINO (QUARTO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 
Tempo di percorrenza: 6 ore e mezzo

Si parte attraversando il territorio di Bagnore scendendo verso Santa Fiora che merita senz'altro una visita: da non perdere il centro storico, la Pieve con l'importante raccolta di terrecotte di Andrea della Robbia, la sorgente del Fiora e l'antica vasca della Peschiera. Da Santa Fiora si scende seguendo il fiume Fiora fino alla vecchia strada Santa Fiora - Castell'Azzara, cosiddetta dei "ponti rotti". Attraversata la strada asfaltata si arriva in località Poggio Montone e Selvena con la magnifica Rocca Silvana, una delle più belle rocche aldobrandesche del territorio. Da Selvena si fa ritorno al punto di partenza (Il Cornacchino) passando per la Riserva Naturale di Monte Penna, nel territorio di Castell'Azzara.

 

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