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All'ombra delle torri

Alta Val d'Elsa


Punto di partenza:
Fattoria di Fioreta - Abbadia a Isola, Comune di Monteriggioni
Punto di arrivo:
Fattoria di Pignano - Castelvecchio, Comune di San Gimignano
Lunghezza:
38 km
Durata:
7 - 8 ore in 2 tappe
Note:
-

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ABBADIA A ISOLA - CASTELVECCHIO DI SAN GIMIGNANO
Piccolo grande viaggio nella diversità delle Terre di Siena dalla terra rossa della Montagnola, alle Crete argillose che circondano il tratto tra Poggio ai Frati e Mociano, fino ad arrivare al tufo del tratto tra Monteliscai e Valiano. Accompagnati costantemente dal profilo della città, con la Torre del Mangia e la cupola del Duomo, si scoprono gli aspetti essenziali del magnifico paesaggio senese.

 

1° Tratto

FATTORIA DI FIORETA - CALDANE DI GRACCIANO (PRIMO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 12,4 km
Tempo di percorrenza: 2 ore - 2 ore e mezzo

Questo viaggio va a scoprire la magia dell'Alta Val d'Elsa, territorio che osservato dalla sella offre punti di vista assolutamente unici. Si parte dalla Fattoria di Fioreta, nei pressi di Abbadia a Isola, luogo che si chiama così per le paludi che un tempo circondavano la parte bassa del borgo cosicchè l'abbazia fortificata sembrava emergere su un'isola. Ci troviamo su uno dei tratti più antichi della via Francigena. La vita dei monaci di quest'Abbazia che controllavano il territorio cominciò a cambiare con lo sviluppo e l'affermazione del borgo fortificato di Monteriggioni. Nel 1376 l'Abbazia fu circondata da mura fortificate per difendersi dalle compagnie di ventura che scorrazzavano in questo territorio strategico. Attraversata la Strada Provinciale 74 e il fosso del Petraio si va verso la Villa del Casone. Luci e atmosfere cambiano quando si penetra in una bella fustaia di cerri raggiungendo il piccolo borgo di pietra di Acquaviva. Da qui, lungo una costa e seguendo il Fosso di Strove si arriva alla strada comunale che collega Cerreto a Santa Giulia. L'itinerario fa tappa presso i poderi Casagrande e Pietreto per poi scendere dall'altra parte verso le caldane di Gracciano, tappa fondamentale nella conoscenza della Val d'Elsa. In pochi lo sanno ma l'Elsa che nasce sulla Montagnola Senese, a Molli, è un torrente privo di sorgenti perenni e si alimenta solo con i suoi affluenti fino a quando non arriva a Gracciano, dove esiste una sorgente perenne che incrementa notevolmente la sua portata d'acqua. Non a caso il fiume nella sua prima parte, compreso il tratto che passa per Colle Val d'Elsa, è noto come Elsa Morta. A Gracciano l'area del fiume era conosciuta in passato come il Bagno di San Marziale per le sorgenti ipotermali, utilizzate come terme già in epoca etrusca. Dei passati stabilimenti termali resta oggi una grande vasca delimitata da muri in pietra, entro cui si raccolgono le limpide acque delle sorgenti. Le terme furono distrutte nel 1260 dalla milizie senesi, dopo la battaglia di Montaperti e furono ricostruite dai colligiani nel 1440. Dal 1600 iniziò un declino terminato solo alcuni anni fa quando un gruppo di volontari le ha ripulite di tutti i detriti che si erano accumulati nel corso dei secoli e le ha riportate alla luce.

 

2° Tratto

CALDANE DI GRACCIANO - ROVINE DI CASTELVECCHIO (SECONDO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 22,8 km
Tempo di percorrenza: 4 ore - 4 ore e mezzo

Superate le Caldane di Gracciano si attraversa la Strada Provinciale 541 che va verso Follonica, si guada il fiume Elsa lasciandosi sulla destra la Pieve ad Elsa. Si attraversa ora una delle aree più affascinanti della Val d'Elsa dove anche una semplice cavalcata assume l'aspetto di un grande viaggio. Si prosegue fino al Podere Montoro guadagnando quota fino a Fontediaccia. Attraversato un bosco si segue la strada sterrata verso Fabbrica - Fonte Sant'Antonio, per poi continuare in direzione di Fonternaccia. Oltrepassata la strada di collegamento Colle - Casole ci si dirige verso Coneo. Il luogo merita una sosta per visitare la bella pieve di Badia a Coneo, costruita nel XII secolo con blocchi di travertino; la posizione isolata le conferisce il fascino dei luoghi senza tempo. Il viaggio continua lasciando impronte sulle strade sterrate che si snodano tra i campi coltivati verso Campiglia dei Foci, l'antico Mulino di Aiano sul torrente Foci per risalire verso la Fattoria della Torraccia di Chiusi dove, passo dopo passo, lentamente, si percorre una strada di grande respiro che offre una magnifica veduta sull'inconfondibile profilo turrito di San Gimignano. Si torna nuovamente nella frescura e nel silenzio del bosco per arrivare successivamente in una grande oliveta nei pressi della Villa del Piano. In pochi chilometri si attraversano una grande varietà di ambienti che raccontano tutti gli aspetti delle Terre di Siena: strade bianche, olivi secolari, boschi e filari di cipressi che seguono l'andamento delle colline. Le tappe di riferimento sono i poderi Voltrona, Ciliegeta e la Fattoria di San Donato. Ancora su strada bianca si raggiunge la Riserva Naturale di Castelvecchio e l'omonimo borgo. Questa Riserva, non distante da San Gimignano, comprende zone ricche di macchia mediterranea e un ambiente caratterizzato da un particolare microclima che permette, a bassa quota, la sopravvivenza di specie relitte di età glaciale quali il tasso (Taxus baccata) e il faggio (Fagus sylvatica). Tappa fondamentale di questo viaggio sono i ruderi di Castelvecchio dai quali si gode un bellissimo panorama e da dove , fra marzo e settembre, è possibile avvistare il raro Biancone (Circaetus gallicus) , rapace migratore di notevoli dimensioni che nidifica su speroni di roccia. I resti di questo castello medievale sono uno dei luoghi più suggestivi della provincia di Siena e conservano l'impianto longobardo del borgo con due torri, i resti delle abitazioni e della chiesa romanica di San Frediano.

 

3° Tratto

CASTELVECCHIO - FATTORIA DI PIGNANO (TERZO TRATTO)
Lunghezza del percorso: 3 km
Tempo di percorrenza: 30 - 45 minuti

Una volta risaliti dal botro di Castelvecchio si può continuare a seguire la strada arrivando fino alla Fattoria di Pignano, situata proprio al confine con la Provincia di Pisa, tra le affascinanti colline volterrane. L'antico castello del X secolo, poi diventata fattoria dei marchesi Incontri di Volterra, comprende le strutture della Pieve di San Bartolomeo e si caratterizza per essere costruito su un affioramento di travertino, utilizzato nell'artigianato etrusco per la produzione di urne cinerarie e nell'architettura romanica.

 

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