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Bambini in vacanza nelle Terre di Siena

Modi di fare e di dire

 

Modi di dire

  • “Chiacchierare”
    parlare e scambiare emozioni.
  • “Senza lilleri ‘un si lallera”
    equivalente di “chi non ha quattrini non abbia voglie” - i “lilleri” sono i soldi.
  • “Tarabaralla”
    si usa per dire “meno male/ almeno questo”.
  • “Spoggettare”
    essendo il poggio la collina, sta per aver superato un ostacolo, sia in senso materiale che psicologico.
  • “Cittino / Cittina”
    è il bambino/bambina come citto/citta sono il ragazzo e la ragazza. Per questo, il Palio appena vinto, cioè neonato, viene detto il cittino e i contradaioli, dopo una vittoria, vanno in giro con il succhiotto, che a Siena si chiama “ciucciolo”, come succhiare è “ciucciare”.
  • Granocchia
    la ranocchia.
  • “Un monte di…”
    sta per tanti, molti…es. “un monte di soldi”, “c’era un monte di gente”.
  • “Il bobo”
    è lo spauracchio dei bambini, come l’orco.
  • “La paura della gatta gnuda”
    ...si dice hai bambini “che hai paura, della gatta gnuda?” per esorcizzare le paure.
  • “Gnudo”
    sta per ignudo.
  • “Briaco”
    è ubriaco.
  • “Il fazzoletto”
    a Siena è, tout cour, il foulard con i colori della contrada. “Portare il fazzoletto”, “con il fazzoletto al collo”...
  • “Chiappare”
    è prendere: “ti chiappo!”, “giocare a chiapparella”.
  • Una filastrocca che si canta ai bambini - anche grandicelli - facendoseli saltare sulle ginocchia:
    “Cavallino arrì arrò / prendi la biada che ti do / te ne do un sacchettino / per andare al mio mulino / il mio mulino è rovinato / il mugnaio s’è impiccato / s’è impiccato con la catena / la su’moglie fa la cena / la su’ moglie ha fatto un mimmi / che si chiama Ciribilli / Ciribilli è andato in Francia / con la spada e con la lancia / e co’ un coltellino in mano / pe’ ammazzare il capitano / capitano di Cortona / quello che fa l’erba buona / l’erba buona un fa finocchio / la su’ moglie ha perso un occhio / un occhino un occhiale / porta il bombere a rinferrare / fagli una bella rinferratura / ecco l’asino e la mula / e la mula del pievano / quella che porta sestaia di grano / sei di bianco sei di rosso / fuggi pecora che c’è l’orso / sei di bianco sei di nero / fuggi pecora per davvero!!!!!”
    Esiste una versione più breve:
    “Cavallino arrì arrò / prendi la biada che ti do / prendi i ferri che ti metto / per andare a San Francesco / a San Francesco c’è un altare / con tre monache a pregare / ce n’è una più vecchietta/ Santa Barbara Benedetta!!!!!

Modi di fare

  • “Il giro”
    nei giorni della festa titolare –il Santo protettore di ogni contrada-, i monturati (alfieri e tamburini con il costume della contrada che, nell’insieme si chiamano Comparsa) girano per tutta la città per rendere omaggio alle consorelle (le altre 16 contrade, meno l’avversaria) es. “Il 29 giugno gira la Chiocciola”.
  • “In sacca ceci/a saccaceci”
    portare in saccaceci è trasportare qualcuno sulla propria schiena, in senese “groppa”. Probabilmente deriva dal portare un sacco di ceci.
  • “Giocare al palio”
    è un gioco che i bambini senesi fanno d’estate per le strade di Siena e della propria Contrada. Un bambino fa il cavallo e un altro il fantino. Il fantino tiene il cavallo per la maglietta. A due a due rappresentano una contrada e corrono un palio, secondo un percorso prestabilito, ricco di curve, salite e discese. Al cavallo viene messa sulla fronte, o se la tiene con una mano, la spennacchiera (vedi). C’è anche un mossiere, colui che decide la partenza. Il ruolo di mossiere tocca sempre ai bimbi più pigri e grassocci. I colori della propria contrada vengono affidati, senza discussioni, ai più veloci - almeno vince di sicuro - e l’avversaria non vuole “impersonarla” nessuno perché è proibito vincere, si viene “nerbati” e, possibilmente, bisogna sceneggiare cadute rovinose...
  • Spennacchiera
    nel Palio rifinisce i finimenti del cavallo. Ha i colori della contrada ed è il simbolo che determina la vittoria nel caso il cavallo arrivi primo scosso (senza fantino). I bambini, usando cartoncini e colori, disegnano spennacchiere di ogni contrada da usare, poi, per giocare al Palio.
  • Tappini
    al posto dei barberi, su superfici in cui questi ultimi non sono adatti - tipo muretti (o murelli, come si dice a Siena) - da cui scivolerebbero subito, si usano tappi di bibite. Durante le cene in contrada i bambini passano a raccogliere i tappi dai tavoli. Vengono, poi, applicati all'interno, dei ritagli di carta rotondi, colorati con i simboli ed i colori delle contrade.

 

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